I 5 stelle mi hanno sempre fatto schifo

Come tutti i pezzi, che riverberiamo, vi invitiamo a una lettura non “politica” ma semiotica e semantica su ciò che è diventata la politica Italiana, forse un pochino troppo estetica nel nome di una eticità che continua ad apparire funzionale all’interesse di pochi:

È un post che non piacerà, perché purtroppo anche a sinistra si sono diffuse una mentalità forcaiola e una “cultura” della legalità completamente sganciate da ogni discorso sulla giustizia sociale.

Abbiamo elevato l’onestà a principio assoluto.

Come se le terre comprate onestamente da una multinazionale, o la delocalizzazione onesta di un’impresa nel nome del profitto dove la forza lavoro costa un terzo, un decimo, la metà, o ancora le forme di sfruttamento del lavoro senza diritti e sempre più diffuse in Italia e in occidente, fossero accettabili perché non violano una legge.

E così ogni venditore ambulante diventa un criminale, ogni parcheggiatore un estorsore, ogni persona che si arrangia uno strumento della criminalità organizzata, dimenticandoci dei motivi che conducono a certe scelte.

Ieri è venuto a bussare alla porta di casa dei miei un vecchietto che avrà avuto ottant’anni e mi ha chiesto un’offerta in cambio di un’immagine della madonna.

Chi mi conosce sa che sono ateo, ma io l’euro gliel’ho dato senza prendermi nemmeno l’effige sacra.

La stessa cosa quando mi ferma uno che vende calzini per strada a Napoli, o quando ho qualche spicciolo da dare al ragazzo che ti aiuta a portare le borse della spesa in macchina.

Ovviamente non scado nel buonismo, avendo l’accortezza di utilizzare la parola nella sua vera accezione.

Odio la prepotenza.

Odio quando vado allo stadio e il parcheggiatore vuole cinque euro e faccio regolarmente tarantelle, ma vi dico nella sincerità più assoluta che il 95% delle volte che c’era un parcheggiatore abusivo in strada mi ha chiesto sempre un’offerta a piacere, si è preso quello che avevo e mi ha ringraziato.

Ma col parcheggiatore che pretende o che minaccia, io sono pronto a passare un guaio.

Ricordo sempre con affetto il vecchietto che stava dalle parti di Piazza Miraglia e mi chiedeva immancabilmente una sigaretta, o quello sotto la mia ultima casa a Napoli agli Orefici che suonava al citofono in caso di problemi.

Io penso che essere di sinistra, ed esserlo davvero, implichi una riflessione più ampia sulla legalità.

E penso pure che ce ne deve fottere se questi concetti sono oggi minoritari, perché più che il consenso generalizzato, noi dobbiamo parlare a pezzi di società che hanno davvero difficoltà a campare, a mettere il piatto a tavola, a pagare l’affitto.

Il resto lasciamolo a chi non sa proprio più cosa voglia dire mettersi nei panni dell’altro, che si infastidisce se ti vede coi calzini in mano sul Napoli – Roma o agli autogrill, ma si gira dall’altra parte di fronte ai tuoi bisogni che la società ha deciso di ridurre a dettaglio.

I 5 stelle mi hanno sempre fatto schifo, sin dalle origini.

Non sono mai stato di quelli che “sì però”.

No, io ho detto sempre che nella migliore delle ipotesi erano il partito dell’uomo qualunque 2.0.

Se mi facevano schifo ieri, con la loro classe dirigente qualunquista, figlia di missini, con le loro parole d’ordine né destra né sinistra, figuratevi quanto me ne fanno oggi che stanno permettendo al fascista Salvini di dettare l’agenda politica.

Non mi interessa aspettare, non me ne frega un cazzo di aspettare, di farli lavorare, perché il loro lavoro sono i porti chiusi, le minacce alle occupazioni, la flat tax che favorisce i benestanti a svantaggio delle classi popolari.

E no, non sono nemmeno del PD, quindi non vi potete appellare nemmeno a questa stronzata che ripetete come un mantra a neurone zero di fronte a qualsiasi tipo di critica politica.

Vi ho invitato più volte a non rompermi il cazzo sulla mia bacheca, sono antifascista e non sono disposto a mediare in alcun modo le mie convinzioni, ma ciò nonostante qualcuno di voi mi costringe perennemente a parlare di questa munnezza che risponde al nome di governo del cambiamento.

Quindi, visto che non ve ne andate voi, vorrà dire che vi caccerò io, chiunque voi siate, amici, conoscenti, simpatizzanti di antica data folgorati sulla via della Casaleggio associati.

Mi avete rotto il cazzo, siete passati coi nemici e ve ne assumete tutta la responsabilità.

Non sperate nella mia indulgenza, sarebbe la stessa che voi avete garantito a degli esseri umani sequestrati su una nave dopo mesi e in qualche caso anni di sofferenze indicibili.

Jatevenne, o ci o penso io, e sapete bene che vi caccio davvero.

Rosario Dello Jacovo , 99 Posse

 

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