I “FEDELI” SELFIE DI Sandro Mascia

I “FEDELI” SELFIE DI Sandro Mascia

A Ferragosto si beve, mangia e si spende molto, va fatto, bisogna farlo, in questa maniera si scacciano le cugurre e chi vuole avere a che fare con le cugurre specialmente nel Campidanese e nel territorio di Cagliari Città Metropolitana?
Ferragosto in solitudine spaventa e ci fa sentire tristi, come se non avessimo festeggiato le vacanze estive.
Io ho una serie di Senegalesi che mi perseguitano tutto l’anno, fratelli per carità, ma fratelli che sarebbe il caso di fare rientrare nel mio 730 per recuperare un minimo di spese.
Uno mi fornisce cd falsi, mi becca dovunque a mare con le ultime novità discografiche, io gli pago tre euro a cd e quando guido mi aggiorno sulle minkate musicali d’ultima generazione che non comprerei mai in una fonoteca, e che per principio provenendo dal secolo passato, non scarico da Amazon anche se ultimamente ho pubblicato due libri su Amazon che altrimenti visto l’alto tasso di critica (così mi scriveva l’editore) non sarebbero mai usciti.
Un secondo fratello senegalese mi vende calzini tutto l’anno, mi vede dovunque anche lui, ruota e torre intorno a me come i miei cani e cazzo non riesco mai a scrollarmelo di dosso, ieri mi ha beccato e nel nome del “aiutami, oggi è ferragosto, da stamattina non ho venduto nulla, vorrei tornare in Senegal” gli ho comprato tre paia di calzini (che non mi servivano assolutamente) a dieci euro, mi saluta sempre con un “Ciao amico, tu mio fratello” e io gli rispondo sempre “fratello un cazzo, si maledetto”.
Un terzo fermo al semaforo mi chiede un euro per sei fazzoletti ogni giorno, mi fa sempre i complimenti per la musica di merda che ascolto in auto (a cura di suo fratello) e mi costringe a comprare così tanti pacchetti di fazzoletti che da un poco di tempo li uso per igiene personale al posto della carta igienica.
Nel nome di una qualche loro divinità io sono lo spirito anticugurra mandato sulla loro traiettoria quotidiana dal cielo, finche ci sono in giro minkoni come me, le cugurre possono stare lontane, ovviamente non interessa loro che a Cagliari non ci sia un’Accademia d’Alta Formazione Artistica nel 2017, loro sono venuti qui per “lavorare”.
Perché questo lungo preambolo?

Perché ho come la sensazione che Sandro Mascia si rivolge all’amministrazione comunale di Cagliari (mai all’opposizione, le preghiere e i ringraziamenti quotidiani di Sandro Mascia si fermano solo alla maggioranza), nei suoi ritualistici selfie anticugurra quotidiani, proprio come i senegalesi che vorrei mettere come spesa fissa nel mio 730 si rivolgono ad Allah quando passo io, che vorrei proprio non incontrarli (specialmente l’ultima settimana del mese).

Osservando i comportamenti rituali dei Senegalesi che contribuisco a mantenere in Italia e di Sandro Mascia mi verrebbe da pensare che l’unico modo per fare si che Cagliari abbia una relazione normale, con la sua istruzione artistica residente e finalmente un’Accademia di Belle Arti, non è invocare il diritto costituzionale alla Formazione Artistica, ma più semplicemente affidarsi a qualche santo in paradiso, che più influente è, meglio è, sbaglio Sandro Mascia?

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