Igino Panzino: Aperto mostra chiusa. Pastorello: mia privata collezione.

S’infiamma la polemica tra due noti artisti isolani via Social Network.

Il primo a lanciare la pietra nello stagno del piattume e pattume dei Social Network è stato Igino Panzino, che con un suo post ha tirato direttamente in ballo Pastorello, accusandolo d’averlo prima invitato a partecipare ad una collettiva d’arte contemporanea e poi avere ritirato l’invito, il post recita infatti:

Negli anni settanta si poteva leggere per i muri delle città una slogan, tra i tanti, che diceva questo: “vogliamo tutto” firmato “gli autoriduttori”.

Sembra questo il criterio adottato per la scelta degli artisti invitati alla mostra inopinatamente intitolata APERTO il cui elenco (ante decurtazione) originariamente doveva essere quello che allego.

Un lavoro d’Igino Panzino.

Igino allega al post i 46 nomi degli artisti a sua detta invitati e la lettera con cui Pastorello l’aveva invitato ad aderire, che è questa:

Ciao Igino.

Vorrei invitarti a partecipare ad una collettiva.
Inaugureremmo, se tutto va bene, per i primi di dicembre.

La mostra la curerò io insieme a Salvatore Ligios.

Si terrà al Carmelo.

Pastorello, Sassari 19 set 2015

La repica di Pastorello non si è fatta attendere, e come nello stile e nel linguaggio pittorico e gestuale dell’artista è stata molto diretta:

Sono due progetti diversi.

Quello al quale ti riferisci è stato lasciato fallire, dopo averci lavorato gratuitamente per 4 mesi.

APERTO è una collezione, la mia, e la sto facendo vedere gratis ai Sassaresi ingrati.

Pagate voi.

Io per il lem ho speso 60.000 euro di tasca mia.

Potevo comprarmi la casa e invece sono povero, non certo come te.

Siete tutti dei pezzenti, mi sono potuto permettere quello che voi, molto più ricchi di me, non vi potete permettere.

Ho la parola, che ancora conta.

Quanto avete speso con l’associazione ———- che ha inaugurato con due o tre tue personali?

Quanti soldi ha preso?

Ve la sentite di dirlo pubblicamente?

Io l’ho fatto coi miei soldi, e se avete qualcosa da dire potete tutti andarvene affa——-.

Coi miei soldi faccio quello che mi pare.

Chiedilo tu il Carmelo e fai una mostra decente che non siano i tuoi soliti giochetti geometrici o vuoi ancora riempire la 131 con le tue “sculture” a spese dello stato?

Un lavoro di Pastorello.

Cosa aggiungere?

L’arte è una questione di percezione e sensibilità privata, come lo è il gusto ed il linguaggio d’artista.

Evidente come Pastorello non abbia gradito la chiamata in causa diretta via social da parte d’Igino Panzino, per quanto possa apparire eccessiva la sua reazione è anche vero che delucidazioni sull’invito decaduto Igino Panzino poteva chiederle in privato e non attraverso un post pubblico via Facebook.

Insomma tentiamo di scindere le questioni legate all’arte, pubblico ed il privato, non sono la stessa cosa e fin quando il privato vive la sua dimensione e dialoga legittimamente con il pubblico il linguaggio dell’arte si muove e si interfaccia naturalmente attraverso gli artisti che lo veicolano.

I posizionamenti d’artista muovono, tra pubblico e privato, da sempre i linguaggi dell’arte nelle loro dinamiche storiche.

Le esclusioni non gratificano mai, ma è anche vero che costituiscono un grosso stimolo di sviluppo per ricerche artistiche e linguaggi dell’arte, pensate alle esclusioni “storiche” come quelle degli artisti Impressionisti ai Salon Accademici di fine Ottocento.

Pastorello intanto rilancia sempre dal suo profilo Facebook:

Perché quando fate o organizzate qualcosa io non mi sento escluso?

Perché vi sentite esclusi da quello che faccio io?

Non date importanza a quello che fate?

“Perché quando fate o organizzate qualcosa io non mi sento escluso? Perché vi sentite esclusi da quello che faccio io? Non date importanza a quello che fate?”
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