“Il 27 gennaio ci sarà il Giorno della memoria.” di Andrea Andrillo

Il 27 gennaio ci sarà il Giorno della memoria. 

 


Non faremo torto ai viventi di oggi nel ricordare i morti di ieri, per cui, a breve, i giornali e le tv saranno pieni di foto e testimonianze, pareri autorevoli e ricordi di quell’orrendo, disgustoso massacro che è stato l’Olocausto.
Ma per i morti di oggi in Palestina, Yemen, Siria, in Nigeria, per i kurdi bombardati proprio oggi dagli “alleati” turchi o per le migliaia di migranti morti in mare anche quest’anno nell’atto di rivendicare il loro diritto di vivere (e purtroppo l’elenco dovrebbe essere più lungo), per loro sarà sempre più difficile farsi ricordare – e soprattutto farsi ricordare senza offendere nessuno.
Per non dire dei “nostri” morti, quelli fisicamente più vicini a noi, i fratelli affamati, impoveriti e umiliati da crisi pilotate e dagli interessi di pochi a scapito di molti.. Per loro potremo cantare?

Potremo ricordare i tanti padri suicidi per disperazione?

O dovremo aspettare sessanta, settanta anni per dire che la nostre vite di “moderni” si svolgono all’interno di un orrendo mattatoio, presi fra le ruote di un ingranaggio che dobbiamo fermare?
Guardando indietro abbiamo deciso chi erano i buoni e chi erano i cattivi
Non si fanno torti ai viventi di oggi se chiamiamo “assassini” gli assassini di ieri e “vittime di ingiustizia” i morti ammazzati durante l’Olocausto.
Dopo di che assisteremo all’ennesima schifosa comparazione fra i morti delle Foibe e le vittime del nazifascismo.

Come se un’oscenità potesse giustificare l’altra!!!

Come se esistessero morti di destra e di sinistra!

La violenza è violenza e va rifiutata in blocco!

A questo dovrebbe servire “ricordare”, non a riempirsi la bocca di luoghi comuni, ormai innocui.

Perché ricordare, se di vero ricordo si tratta, dovrebbe dare fastidio, eccome!

Perché un filo rosso esiste ad unire le vittime di ieri e le vittime di oggi, un filo orrendo che si dipana a partire dallo stesso pregiudizio, dalla stessa violenza e menefreghismo di ieri; un pensiero che si nutre di pregiudizi simili e degli interessi di pochi che vincono su quelli di molti, come è sempre stato nelle nostre epoche più buie.
E se ci permettiamo di “ricordare”, dovrebbe essere proprio in virtù del fatto che oggi, in cuor nostro, rifiutiamo la stessa violenza che ieri ha massacrato intere famiglie, che ha trucidato, menomato, lasciato morire di fame e freddo bimbi, padri, madri …
Anche allora il massacro poteva essere giustificato in tanti modi e così fu, infatti, al punto che i giornali e le radio di allora, i politici di allora, l’opinione pubblica di allora erano favorevoli ad estirpare dalla terra i “maledetti giudei”, sub umani capaci di ogni nefandezza, gli sporchi zingari, gli scandalosi omosessuali …

Talune categorie di persone, in barba ad ogni presunto progresso della nostra società così perfetta (?), sono ancora oggi annoverati fra i sub umani.

Altre categorie (i migranti e i profughi, per esempio) lo sono diventati più di recente.
E mentre fingevamo di ricordare, a Gaza e in Cisgiordania si sono costruiti muri di centinaia di chilometri e di fatto si è creato il più grande campo di concentramento che si sia mai visto.

Ma non è politically correct parlarne da queste parti.

Noi ricordiamo il passato e oltraggiamo le vittime di ieri con il sangue delle vittime di oggi.
Bene, nessuno ha detto che sia facile essere Uomini, meno che mai Uomini giusti.
Ma almeno potremmo smettere di essere uomini ipocriti.

Prendere posizione è pericoloso, in questo senso.

Al meglio ti tacciano di buonismo, al peggio te le danno di santa ragione.

Ma conoscete un modo per essere Uomini che non implichi il rifiuto di ogni facile menefreghismo e luogo comune?
Per cui ricordiamo, avanti, ma sul serio!
E che la Giornata della memoria aiuti a capire che la violenza va spogliata di ogni sovrastruttura perché finalmente la si veda come è davvero: un demone che ama travestirsi di ogni bandiera, di ogni pretesto razziale o religioso o politico o finanziario o di pregiudizi legati all’orientamento affettivo o sessuale delle persone per poter colpire senza pietà.
Io voglio ricordare e ricorderò perché mi vergogno.

Per l’ieri.

E per l’oggi.
Punto

Andrea Andrillo

Please follow and like us:
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather