IL CAGLIARITANO E L’ARTE CONTEMPORANEA

IL CAGLIARITANO E L’ARTE CONTEMPORANEA

Sono molte di più di quanto si creda, le persone a Cagliari che non hanno nessun tipo di relazione e di cognizione verso i processi del fare arte contemporanea.
Alcune lo dichiarano espressamente con frasi del tipo “per l’arte io sono negata” o “io non ho nessun rapporto con l’arte”.
Sono persone anche belle, amabili, con un bel carattere, gentili, cordiali, di successo nella vita, soltanto che si limitano a conoscere l’arte attraverso la pagina della cultura del principale quotidiano Cagliaritano “L’Unione Sarda”.
Non sono in grado di fare delle analisi critiche di comprensione di senso riguardo ai processi di fruizione dell’arte contemporanea, non si rendono conto di come conoscere e possedere i linguaggi dell’arte contemporanea aiuti a vivere meglio.

“Sono molte di più di quanto si creda, le persone a Cagliari che non hanno nessun tipo di relazione e di cognizione verso i processi del fare arte contemporanea. Alcune lo dichiarano espressamente con frasi del tipo “per l’arte io sono negata” o “io non ho nessun rapporto con l’arte”.”

Nel 2017 a Cagliari il problema è ancora:
Come fare capire ai Cagliaritani, che non hanno relazione con l’arte contemporanea, soltanto perché qualcuno da piccolo gli ha detto che fossero negati per il disegno, quanto sarebbero importanti per loro e la loro comunità linguaggi e ricerche artistiche residenti?
Questione complicata, dal momento che la popolazione d’area Cagliaritana è molto anziana, e le comunità anziane, proprio come le persone anziane, hanno enormi difficoltà a svecchiare il loro pensiero.
In una realtà dove pesa la storica assenza culturale e sociale di un’Accademia di Belle Arti, i linguaggi dell’arte sono come un’avventura in un territorio sconosciuto.

“Questione complicata, dal momento che la popolazione d’area Cagliaritana è molto anziana, e le comunità anziane, proprio come le persone anziane, hanno enormi difficoltà a svecchiare il loro pensiero. In una realtà dove pesa la storica assenza culturale e sociale di un’Accademia di Belle Arti, i linguaggi dell’arte sono come un’avventura in un territorio sconosciuto.”

L’assenza dell’Alta Formazione Artistica, distrugge il radicamento nella comunità di una strutturazione del pensiero che sappia essere elastico, che si sappia modificare nel tempo a partire dalla propria esperienza e conoscenza.
Che il cittadino convivi, pensi, immagini e fantastichi insieme al creativo in formazione è necessario, questo vorrebbe dire un’Accademia di Belle Arti Cagliaritana.
Quando frequentavo da studente, la Reale Borbonica Accademica di Belle Arti di Napoli, io ero Napoli e Napoli era me con tutti i suoi conflitti tra pubblico e privato, conflitti che traducevo in ricerca plastica in Accademia, triste che Cagliari non fornisca la stessa possibilità ad i suoi studenti dall’alto potenziale creativo in formazione.

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