Il caos scuola voluto dalla tecnocrazia!

LA SCUOLA E’ LA DIMOSTRAZIONE DEL CAOS VOLUTO DAI TECNOCRATI

Un giro sulle riviste digitali dedicate al mondo della scuola è assai istruttivo: essendo settoriali, prendono dell’intero dibattito pubblico solamente quello che riguarda la propria area di competenza, e spesso pubblicano interviste, circolari, decreti, ecc senza alcun commento.
Basta dargli una rapida sfogliata per rendersi conto di una cosa:
sulla scuola ogni giorno si esprimono scienziati, politici, governatori, sindaci, ecc e ognuno sostiene siano necessari provvedimenti completamente opposti a quelli sostenuti dall’altro, generando nel lettore la sensazione che nessuno sappia di che si sta parlando esattamente.
Isolando le semplici dichiarazioni degli scienziati, la sensazione è ancora più inquietante:
a partire dagli stessi dati propongono provvedimenti palesemente incompatibili fra loro.
In questo caos scientemente organizzato (nulla vieterebbe di ridurre la possibilità di fare dichiarazioni a chiunque su come dovrebbe funzionare un’istituzione cardine dello stato, dato che lo stesso divieto di rilasciare dichiarazioni pubbliche senza permesso è stato imposto ai sanitari) emerge chiara la volontà di lasciare fino all’ultimo aperta ogni possibilità.
Chiusura generalizzata di una, due, tre settimane?
Dad a seconda del colore della regione?
Dad in base al numero contagi o ai posti letto occupati?
Didattica in presenza solo se nelle classi ci sono meno di 4 positivi?
Tutte queste posizioni sono sostenute dagli “esperti” nello stesso giorno e diligentemente pubblicate dalle riviste.
La semplice lettura di questo materiale dovrebbe far emergere chiaramente la consapevolezza a qualunque essere razionale che non solo i migliori non sanno nemmeno prendere una decisione chiara e netta su un ambito specifico, ma che attraverso l’overdose di dichiarazioni giornaliere non permettono a nessuno di farsi un’idea di quale sarebbe non diciamo l’opzione migliore, ma perfino lo stato della questione.
Siamo così all’8 di Gennaio, il 10 le scuole ricominciano e non si sa ancora come, dove, con chi (secondo i sindacati manca il personale necessario a farle riaprire in presenza).
Da due anni l’Italia viene gestita alla stessa maniera della scuola, e secondo i media filogovernativi siamo la nazione governata dai migliori.
Figurarsi se ci fossero stati i peggiori, ci saremmo trovati il 9 di Gennaio a dover organizzare 7 milioni e mezzo di studenti e 700 mila insegnanti per il giorno dopo.
Il Draghistan non è solo una tecnocrazia autoritaria, ma è per di più una tecnocrazia dove non vengono nemmeno prese delle soluzioni tecniche decenti.
Federico Leo Renzi