“Il caso Giorgio de Finis” di Ilaria Sergi

Ne ho lette tante in questi giorni, e da operatore culturale che vive e finanzia l’arte a Roma mi sento di poter dire la mia.

Il caso Giorgio de Finis.

C’è una malattia tutta romana che si chiama “onnipotenza del declino”, la vedi sui visi di certi artisti, di certi giornalisti, di certi politici (tutti) e in tante altre professionalità.

Tutti a rivangare a mescolare a criticare, il punto è uno per quanto riguarda l’arte, Roma è stagnante.

Non produce grandi artisti a livello internazionale e lì noi non esistiamo. Siamo incardinati, fermi, arroccati in un mondo che non esiste più, dove ormai la finanza governa e forse un antropologo può avere quegli strumenti per ripartire da zero.

Ripartire da zero non vuol dire annullare storia e cultura, vuol dire rimettersi in gioco, provarci, se poi andrà male non sarà mai peggio di quello che siamo oggi.

In una città dove la maggior cifra del giornalismo dell’arte è prezzolato io urlo indipendenza e libertà, anche di dire con chi voglio o non voglio parlare…anche perché tutti quelli prima di De Finis lo facevano e non lo dicevano.

Che sia poi un abusivo?

Ha reso un luogo di degrado un luogo di vita, solo per questo merita una possibilità.

Forse è la volta buona che Roma torna a fare un po’ di differenza.

Ilaria Sergi