Il Comunitarismo è altro…

PERCHE’ IL COMUNITARISMO E’ ALTRO RISPETTO AL PENSIERO POLITICO CONTEMPORANEO

Traccio una brevissima analisi per contrasto, che svilupperò ulteriormente in futuro, sulla differenza radicale del pensiero comunitarista rispetto ad altre forme di pensiero antropologico-politico contemporanee, che spesso vengono confuse o sovrapposte in maniera indebita al comunitarismo

1-IL COMUNITARISMO E’ INCOMPATIBILE CON IL POLITICAMENTE CORRETTO: questo è un punto basilare, che crea parecchi imbarazzi ai comunitaristi di sinistra e anarchici.

Il politicamente corretto è un progetto universalista di risoluzione dei conflitti umani tramite il divieto della loro articolazione a livello linguistico e simbolico (arte, cinema, ecc).

Il comunitarismo crede al contrario ogni tipo di conflitto debba essere espresso e risolto all’interno della comunità: ogni comunità risolverà i contrasti alla propria maniera, secondo i rapporti interni di forza e i valori fondanti che si è data.

L’idea che un modello di risoluzione del conflitto funzionante in un campus californiano sia applicabile in un villaggio montano delle Ardenne o un paese di pescatori sardi è inconcepibili per il pensiero comunitarista.

2– IL COMUNITARISMO E’ INCOMPATIBILE CON IDEOLOGIE DI STAMPO TOTALITARIO: è un corollario del punto precedente. Il totalitarismo è il tentativo di organizzare l’intera umanità (nella sua formulazione comunista) o l’intero stato nazione (nella sua variante fascista) secondo il modello adottato dalle classi dominanti internazionali o nazionali, siano esse formate da dirigenti religiosi, di partito o da intellettuali accademici.

Il comunitarismo crede ogni comunità debba organizzarsi secondo il modello politico più confacente alla sua realtà concreta, e che tale modello non sia esportabile altrove.

Il neoliberismo, credendo l’intera umanità debba organizzarsi secondo i modelli dettati dal capitalismo finanziario e il libero mercato, per il comunitarista è una forma di totalitarismo, anche se gran parte della politologia contemporanea non lo ritiene tale.

3- IL COMUNITARISMO NON E’ UMANITARIO: il comunitarista è un relativista pratico.

Se fonda o aderisce ad una comunità marchigiana, non si occupa di come vive una comunità di San Paolo o di Taiwan.

Questo non significa che non possa avere rapporti con comunità estere o non possa ispirarsi ai loro modelli, ma l’idea di intervenire attivamente nella loro organizzazione, di criticare i loro valori, ecc non lo sfiora nemmeno.

Se un comunitarista ritiene la comunità nella quale vive peggiore di un’altra di cui ha avuto rapporti, semplicemente si trasferisce altrove.

Questa libertà di potersene andare e aderire alla collettività che preferisce è un diritto fondamentale della persona (non dell’individuo!) riconosciuto da tutti i comunitaristi, siano essi di destra, di sinistra, atei o credenti.

4- IL COMUNITARISMO NON E’ UN’OPZIONE INTELLETTUALE NE’ UNA POSIZIONE DA INTELLETTUALI: il comunitarismo ha un’idea dell’intellettuale e del ruolo dell’intellettuale opposta rispetto a quella della modernità.

L’intellettuale non è un individuo che si erge sopra la comunità, attinge a valori universali inscritti nella ragione umana o nell’interiorità dell’io e poi li articola in opere pretendendo il mondo le riconosca e si adegui alle sue formulazioni.

L’intellettuale è parte della comunità, ha un ruolo al suo interno e le sue opere hanno come fine il miglioramento spirituale, politico, morale e pratico della comunità.

Questo implica che l’intellettuale riconosca e si riconosca nei valori della comunità nella quale opera, e la sua attività critica abbia come fine la piena realizzazione pratica di questi valori, non la loro demolizione o sostituzione con quelli di un’altra comunità.

Per questo il comunitarismo non produce sistemi totalizzanti, opere di teoresi o grandi disquisizioni sui valori universali, al contrario ama il racconto, la descrizione pratica di modelli di vita concreti, il dibattito su modi pratici di organizzare la vita collettiva.

Il modello dell’intellettuale comunitarista è l’antropologo culturale che opera sul campo e non il filosofo, il sociologo dei micro-gruppi e non il fisico teorico.

Per ora questo dovrebbe bastare, c’è già molta carne al fuoco.

Federico Leo Renzi

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