IL FASTIDIO

Le università a numero chiuso sono di destra.

Un ragazzo deve avere la possibilità di dimostrare quanto vale negli anni, nella partecipazione agli studi e alla vita di un ateneo, e non in una mattina, in un test del cavolo dove per baroni, disonesti ed elite autoreferenziali è più facile imbrogliare e far passare figli e vassalli. La piaga del familismo è più forte nelle università a numero chiuso.
E se facciamo un discorso di qualità, certamente le eccellenze si trovano nelle masse, nei grandi numeri, non nei numeri chiusi.

E poi c’è il discorso dell’uguaglianza, delle pari opportunità, del libero accesso allo studio per tutti, della possibilità di scegliere e di sognare un futuro a prescindere dalle pianificazioni decise dal mercato, da Federico Rampini, dagli ordini professionali e, in definitiva, da elite di potere che cercano corsie preferenziali per auto-confermarsi.
Ancora una volta i liberal-progressisti della sinistra riescono a porsi più a destra di un volgare governo di fasci.

IL FASTIDIO

Questa foto è una delle immagini simbolo del Novecento, rappresenta in un gesto il paradigma supremo dell’impegno sociale, del coraggio, del sacrificio personale in nome di una battaglia per i diritti, la dignità e l’uguaglianza di moltitudini.
Il coraggio, quello vero, quello che sconcerta, il gesto forte, preciso, inequivocabile, terribilmente bello.

Quello che nemmeno gli Dei sanno fare: condurre una battaglia per gli ultimi da uno dei posti più prestigiosi e privilegiati: il podio olimpico.
Salire nel posto più alto degli Dei moderni e immolarsi per gli ultimi, per gli emarginati, i discriminati, in definitiva per i propri simili.
D’altra parte Smith è nato nel Texas, settimo di undici figli.

Ha 24 anni.

Suo padre raccoglie cotone nelle piantagioni dei latifondisti bianchi. Carlos ha 23 anni, è figlio di un calzolaio, nato e cresciuto ad Harlem.
Raggiungono il punto più alto della gloria (non solo podio olimpico, Smith è anche il primo uomo a correre i 200 metri sotto i 20 sec., 19″83 per la precisione, correndo gli ultimi 10 metri a braccia alzate) e poi in un gesto supremo mettono in gioco tutto per un ideale superiore sapendo di finire male, finendo male, molto male.

Non si può leggere questa foto, non si può capire il vero senso della parola “coraggio”, senza conoscere le conseguenze pesanti di questo gesto nella la vita succesiva dei due protagonisti.

Appena giù dal podio la loro carriera e la loro vita personale saranno finite, bruciate, trasformate in un inferno.
Il fastidio cosa c’entra, mi chiedete?
Il fastidio è vedere questa foto pubblicata dai cagasotto, dai codardi benpensanti, dagli orsacchiotti coccoloni, da coloro che non hanno idea di cosa sia il coraggio e che si ostinano a fingere di occuparsi di diritti di moltitudini mentre in realtà cercano solo un’occupazione facile.

Dagli ultimi rating su indice di eroismo e probabilità statistica di accesso alla figa emanati da “Standard & Poor” e “Moody’s”, pare che essere bloccati da facebook equivalga all’assalto incendiario di una sede Msi negli anni ’70.

(per S&P in particolare, il credito di figa derivante si valuta tra AA e AAA)

Antonio Musa Bottero

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