IL GIORNALISMO POSTMODERNO RECUPERA L’AGIOGRAFIA MEDIEVALE

L’INFERMIERE/SANTO E IL NEGAZIONISTA/DEMONE:
IL GIORNALISMO POSTMODERNO RECUPERA L’AGIOGRAFIA MEDIEVALE
C’è una stretta parentela fra le agiografie dei santi e la demonizzazione degli atei e dei pagani tipiche della letteratura medievale, e gli articoli dei quotidiani su infermieri e negazionisti: cambiano le categorie e il concetto di fede (dal cristianesimo alla scienza) ma il cannovaccio che vede l’infermiere-santo lottare contro il Male, affrontare in tenzone l’ateismo/antiscientismo dei villici, psicologicamente e fisicamente allo stremo ma sostenuto dal potere superiore della Scienza, è un calco talmente evidente alle agiografie dei santi da creare nello storico uno spaesamento spazio-temporale.
Meno evidente e più complessa è la trasformazione degli atei/demoni nei postmoderni “negazionisti”: questo perché la fede nella Scienza impedisce all’agiografo/giornalista di poter attribuire stregonerie e prodigi malefici al Nemico e ai suoi seguaci, riducendoli così a meri uomini mossi da una stupidità così radicale (o, in un’altra lettura molto in voga, da un narcisismo così sfrenato) dal mettere in serio pericolo lo sforzo dei santi per far trionfare il Bene.
l’essere dipinto come un zotico illetterato, l’aver fiducia in rimedi tradizionali elaborati e prodotti da fattucchieri e imbonitori, l’essere avverso (fino alla psicopatologia) all’autorità medico-religiosa, il fatto che nel rapportarsi con lui l’uso dell’argomentazione razionale, la spiegazione dei tabù/provvedimenti e la discussione degli articoli di fede/epistemologia sono inutili: essendo posseduto dal Nemico, l’usare la ragione per vincerlo sarebbe demenziale… l’anatema, l’esorcismo e la gogna sono gli unici mezzi efficaci per ricondurlo alla retta fede.
Federico Leo Renzi
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