Il Governo contro i giovani!

IL GOVERNO CONTRO I GIOVANI:

L’ ESECUTIVO ABBRACCIA L’IDEOLOGIA DELL’ASCETISMO PANDEMICO

Il provvedimento adottato dal governo sul divieto di ballo in qualsiasi luogo aperto al pubblico e l’obbligo delle mascherine dalle 18 alle 6 del mattino non riveste interesse di per sé, ma per l’ideologia che sottointende.

Come scritto su questo profilo in tempi non sospetti, due ideologie di matrice diversa ma provenienti dallo stesso ceppo hanno preso piede durante il lockdown:

l’ascetismo pandemico, idea secondo cui il COVID infetta le persone che hanno contatti con l’altro per motivi familiari, ludici o comunitari, e/o consumano beni non necessari, mentre chi consuma solo beni di prima necessità e ha contatti con l’altro unicamente per scopi lavorativi non può venire infettato.

L’altra ideologia è il distanziamento sociale perenne, per cui fino all’arrivo del vaccino è necessario mantenere in qualunque tempo, luogo e occasione mascherina, metro di distanza e guanti (poi stranamente spariti, ma prima considerati una discriminante fra la vita e la morte).

Queste due ideologie hanno avuto due promotori diversi ma stranamente uniti nella stessa visione della gestione della pandemia:

l’ascetismo pandemico è stato teorizzato da confindustria e media a lei vicini, il distanziamento sociale perenne invece da alcuni virologi e medici particolarmente pessimisti sulla possibilità di un vaccino a breve termine e dell’appello al buon senso della popolazione per contenere la pandemia.

Nel giro di brevissimo tempo queste due ideologie si sono fuse, e il nuovo decreto ne dimostra i risultati pratici.

La chiusura dei luoghi deputati al divertimento è stato definito dallo stesso ministro Boccia un segnale alla popolazione, rea di divertirsi e avere una vita ludico-ricreativa mentre è in corso una pandemia.

L’efficacia pratica è quindi valutata scarsa perfino dai promotori del decreto, che però ritengono la sua portata molto rilevante a livello psicologico.

L’obbligo della mascherina anche all’aperto dalle 18 alle 6 invece è il figlio naturale del distanziamento sociale perenne, qui fuso con l’ascetismo pandemico:

l’orario prescelto è infatti quello in cui la gran parte dei lavoratori non è impegnato a svolgere la propria mansione, e quindi l’assembrarsi non è giustificato dal mandare avanti l’economia… anche in questo caso è lo stesso Boccia a dirci che il senso del decreto è di tipo disciplinare più che di salute pubblica:

serve a far ripartire le scuole (e le università?) con i ragazzi già abituati alla disciplina casa-scuola-casa.

Interessante anche è ciò che il decreto e il governo lasciano fuori, in questo perfettamente assecondati dai grandi quotidiani, i tg e gli influencer politici vicini all’esecutivo: i focolai presenti nelle RSA e nei luoghi di lavoro.

Cioè percentualmente circa i 2/3 dei luoghi in cui il COVID attecchisce e si diffonde, assieme ovviamente alle famiglie che vivono sotto lo stesso tetto.

Questo silenzio assordante non è frutto di un mero calcolo economico, ma di un’idea ben radicata: se ti occupi degli anziani, lavori e stai a casa solo con i familiari che sono costretti a vivere con te sei moralmente una brava persona e un cittadino modello, ergo il virus non può colpirti.

Una mentalità che trova sponde tanto a destra quanto a sinistra, tanto fra il cittadino diguino di scienza quanto fra l’insigne virologo, dimostrando come l’antichissima simbiosi fra disordine morale e malattia non sia stato eliminato dal progresso scientifico, ma anzi possa addirittura appoggiarsi ad esso ed ottenere la sua benedizione.

Federico Leo Renzi

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