Il grande ritorno di El Grinta

Era il 14 maggio del 1983 quando El Grinta esordì a Cagliari nella sala cinematografica di via Dante (in realtà il garage della DS Citroën della famiglia Olla). Fu un successo clamoroso: ben dodici proiezioni in una sola serata, la gente che si accalcava nella calura pre-estiva, i biglietti, venduti al modico costo di 500 Lire e fatti a mano, completamente sold out. Il cinema indie cagliaritano muoveva i suoi primi passi, cimentandosi in uno spaghetti western alla Sergio Leone, girato in otto millimetri al Poetto, teatro delle riprese, filmate tra la prima fermata, il Lido e, soprattutto, i mitici Casotti, che solo tre anni più tardi verranno tristemente demoliti. Protagonisti di questo prezioso cimelio, che è stato proiettato ieri sera alle 20.30 all’hotel Sardegna, un gruppo di studenti e studentesse del Liceo Scientifico Michelangelo, diretti da Alessandro Pinna, nelle vesti del regista e sceneggiatore, nonché co-protagonista, e del suo ispiratore, Stefano La Rocca, nei panni dello spietato bandito El Grinta, che dà il nome alla pellicola, con il quale ingaggerà un duello finale del quale non vi sveliamo la conclusione. Prodotto dalla Pinna Century Fox, un cast formato dopo vari provini tra diversi pretendenti, scelti per meritocrazia secondo il regista e secondo criteri di mero opportunismo e convenienza per i maligni (solo chi aveva qualcosa da dare in cambio per la realizzazione del film, come la mansarda di Fabrizio Olla o le apparecchiature per il montaggio di Marco Ditta, o anche solo pistole e cinturoni), il film narra le malefatte de El Grinta, tra rapine, risse da saloon e un duello finale che è un capolavoro di recitazione. Su tutti i bravissimi attori e attrici, tra cui si segnala il cavallo morente (a cui va un premio Oscar postumo nella categoria animali), spicca la recitazione di La Rocca, precisa e impeccabile, un physique du rôle da fare invidia a Franco Nero in Django o Anthony Steffen ne Il pistolero segnato da Dio, anche perché, come ha ammesso Pinna nella presentazione dell’evento, “era anche l’unico con la barba“. Alessandro, infatti, se la dovette dipingere con il carboncino. Western politicamente scorretto, per ammissione dell’autore, che costrinse le “Bottane da Saloon” – come Pinna e La Rocca concepirono le figure femminili – a ballare il can can (le belle Miriam Meloni, Susanna Cappai e Leide Porcu), ha almeno il merito di non aver maltrattato alcun animale durante le riprese del film: i cavalli sono persone, ma galoppano benissimo. Come Alessandro Pinna, Fabrizio Olla e Stefano La Rocca siano riusciti a portare a termine il loro progetto è oggi inconcepibile, senza telefonini e gruppi su Whatsapp, senza poter spostare o rimandare le riprese, solo con la forza di volontà e un robustissimo copione scritto a mano da Alessandro Pinna (che è stato esposto insieme ad altri cimeli), ricco di dettagli e accuratissimo nel descrivere ogni inquadratura. Quando si dice il talento. Oggi, ha ricordato Olla nella presentazione che ha preceduto la proiezione, agli studenti che compiono simili imprese vengono attribuite ore di alternanza scuola lavoro e crediti formativi.

Sperando di non dimenticare alcun nome, il cast di El Grinta era composto da Alessandro Pinna, Stefano la Rocca, Marco Ditta, Fabrizio Olla, Pietro Pitzurra, Alessandro Casula, Susanna Cappai, Antonella Erriu, Domenico Mazzella, Miriam Meloni, Leide Porcu, Daniela Mosca.

Un interminabile applauso ha concluso la serata. Speriamo di poter rivedere presto El Grinta su You Tube. Nel caso, non perdetelo, e ricordate che Pinna & Co. avevano sedici anni, nel 1983. Allora ci si divertiva così.

Chetti Ghisu

 

 

 

 

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