Il liberista scimunito funzionale

La condizione umana più triste e grottesca è quella del liberista con un reddito annuo inferiore al mezzo milione.

Nel vasto panorama antropologico del terzo millennio penso sia la figura più esagerata di coglione funzionale.

Se pensate poi che il panorama odierno è pieno di liberisti con il reddito di insegnante, di governatore, di usciere, di disoccupato… orde di scimmie morte di fame che si battono per la libertà di licenziare, per le esternalizzazioni, per la flat tax, per la sanità privata, per la scuola privata, per le assicurazioni private al posto delle pensioni, per la privatizzazione del demanio statale, delle telecomunicazioni, delle ferrovie, delle poste, dell’acqua, dell’aria, di tutto.

Di fronte a milioni di coglioni funzionali che urlano al libero mercato potete capire, amici, che la lotta di classe posta in atto da una manciata di ricconi ha creato un’egemonia culturale senza precedenti, un esercito di riserva di coglioni funzionali che combattono contro i loro interessi per gli interessi di un sempre inferiore numero di ricchi, sempre meno, sempre più ricchi.


Il liberista è l’essere umano più coglione e più feroce che si aggiri per i sentieri di questo noiosissimo terzo millennio.


L’unico rammarico che mi rimane è quello di non averne mai picchiato uno, perché il liberista, al contrario del fascista, si nasconde dietro un’anestetizzante insignificanza fatta di discorsi apparentemente civili e democratici che fungono da involucro lascia passare alla ferocia e al disprezzo per gli altri, specialmente per gli ultimi.


Sono difficili da picchiare, mettono a disagio anche chi, come me, problemi a picchiare un altro essere umano non ne ha mai avuto.
Ecco, questo fatto lo vivo come un blocco psicologico, un peso, una debolezza che in qualche modo mina la mia autostima.
Amici, compagni, consumatori, conoscete qualche buon professionista che mi aiuti a superare questo blocco?

Antonio Musa Bottero

 

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