Il limite politico della stupidità!

In politica il limite maggiore alla realizzazione del bene non è la cattiveria umana, ma la stupidità.

La stupidità politica è il non riconoscere il bene oggettivo di un progetto, di un investimento, di una legge non perché questa contrasti con i propri interessi o quelli del proprio ceto/fazione/classe, ma per un’avversione irrazionale ad una persona, ad una procedura, ad un modello di pensiero o di sentire dell’altro.

Più si lavora in ambito politico più si percepisce come questa forma d’imbecillità sia onnipresente, onniavvolgente, imperante: il certo grado di cinismo politico è necessario (e perfino moralmente giustificabile) in quanto tenta di aggirare questa forma di deficienza umana attraverso la corruzione, la menzogna, la costrizione fisica.

Prima di giudicare moralmente un politico, tanto l’elettore quanto lo storico dovrebbero interrogarsi contro quanta stupidità questo ha dovuto scontrarsi, e se i mezzi “poco ortodossi” utilizzati per sconfiggerla non siano stati adeguati alla marmorea deficienza degli avversari.

Federico Leo Renzi

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