Il MAC, il Museo d’Arte Contemporanea nella capitale priva d’Accademia.

Il MAC, il Museo d’Arte Contemporanea nella capitale priva d’Accademia.

Gironzolando a Cagliari, scopriamo che in cantiere c’è un progetto finalizzato alla nascita del MAC, il primo Museo d’Arte contemporanea a Cagliari.

Fin qui tutto bene, dalla nostra webzine spesso abbiamo analizzato il fatto che le politiche amministrative Cagliaritane siano scarsamente attente nei confronti del potenziale introito economico e culturale che passa per l’alimentazione dei linguaggi e delle ricerche artistiche contemporanee Cagliaritane.

La giunta Zedda ha individuato il contenitore,  la Chiesa ed il Chiostro di San Francesco in Via Mameli, ma del contenuto nessuno sembra saperne nulla.

Non si comprende bene quanto abbia a che fare il pubblico nei confronti di ciò che conterrà questo contenitore dal progetto indubbiamente seduttivo (o sedativo?) ed accattivante.

Non servirebbe un dibattito preliminare sul contenuto ed il progetto espositivo di tale ambizioso progetto per una realtà”provinciale” nei confronti dell’arte contemporanea come quella Cagliaritana?

Non servirebbe prima di “imporre” un tale progetto pubblico alla città di Cagliari un dibattito preliminare sulla connotazione dell’operazione?
Si fa presto a dire MAC, Museo d’arte contemporanea.
Due sono i modelli che temiamo, potenzialmente fallimentari per una realtà come quella isolana e Cagliaritana:
Quello della vetrina per la fondazione privata è il primo, il secondo è quello che legittima quotazioni di mercato dettate da case d’asta internazionali che passano per reti di museo al servizio dei grossi investitori privati dall’inverosimile credito bancario.
Questo è il motivo per il quale servirebbe che si parlasse del contenuto e del programma di questo Museo, prima di subirlo come una “imposizione” in un contesto territoriale dove non esiste neanche una Accademia di Belle Arti (l’ente che dovrebbe tutelare la ricerca e il linguaggio artistico nel territorio dove si forma, ricerca, risiede ed abita).
Il messaggio della retorica di propaganda politica, nel nome di “Cagliari Capitale Italiana della cultura” è:
“Stiamo realizzando un importante Museo d’Arte Contemporanea.
Sarà realizzato GRATUITAMENTE per la città.
Il MAC di Cagliari.”
Cosa si sa di questo Museo?
Si sa che c’è dietro una Fondazione la Scano-Lecca.
Riguardo all’eventuale acquisizione e programmazione il mistero.
Eppure prima che pensare ad articoletti su Artribune, l’assessore alla cultura avrebbe il compito istituzionale di fare presente alla propria comunità quello che si sta progettando.
In particolare modo in un tempo storico dove i grandi Musei d’Arte Contemporanea Europei, lamentano la desertificazione e l’estinzione del visitatore residente.
Non sarà che come al solito si arriva in ritardo di venti o trent’anni rispetto all’altrove, ed in nome del GRATUITO e COMUNITARIO si impoverisce ancora di più il contribuente e residente artista elettore?
Tra l’altro la stessa genesi di questo Museo d’Arte Contemporanea a monte appare più privata che pubblica, a tale proposito rimandiamo al link dell’inchiesta del blogger “disobbediente” Vito Biolchini:
Ma andando oltre la sua più che giusta analisi sul contenitore, nulla si sa del contenuto.
Ragion per cui chiediamo:
 Che tipo di programmazione e che tipo di collezione permanente s’intende acquisire?
Un Museo d’arte Contemporanea è anche un lungo che si propone di fotografare la condizione presente e permanente dello stato del proprio territorio e della propria comunità per poi relazionarlo dialetticamente all’altrove.
Ovvio che se si demanda tutto questo ad un privato, il privato dovrebbe avere il buon senso di comunicare il contenuto della propria collezione, altrimenti si potrebbe materializzare lo scenario di uno spazio pubblico come eventuale vetrina per interessi privati…
 

 

 

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