Il medico sardo e il patibolo Italiano.

Mi è sempre sembrata una crudeltà cinica e paradossale l’immediato soccorso medico al condannato a morte che si sente male prima dell’esecuzione.

Mi colpisce l’assurdità e la cattiveria di un meccanismo burocratico che prevede che ci si debba assicurare del perfetto stato di salute di una persona che, una volta curata e rimessa in salute, viene affidata al carnefice.
La stessa assurdità e cattiveria, lo stesso paradosso di una burocrazia ottusa e crudele la ritrovo nel rigido regolamento che vieta il calpestio delle Dune Bianche di Teulada.

Una zona di rara bellezza inserita nell’elenco dei patrimoni da tutelare da parte dell’Unesco.

Dune bianchissime, che il Comune di Teulada protegge con cartelli, polizia municipale e guardiani appositamente reclutati affinché nessuno ci cammini sopra.

Infatti il calpestio dei turisti attirati dalla loro bellezza modificherebbe l’azione del vento e della natura e comprometterebbe il loro stato.
Questo, naturalmente, da giugno a settembre.
Dopodiché quelle dune si ritroveranno a pochi metri dagli stessi cingolati che per cinquant’anni le hanno calpestate e devastate, in mezzo a raffiche di mitra, sostanze nocive, cannonate, missili e assalti di commandos.
Paradossi di una realtà coloniale, col medico sardo che tutela la piena integrità ambientale della Sardegna… prima che venga condotta al patibolo italiano.

Pier Franco Devias

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