IL METODO GRETINO

IL METODO GRETINO

In una situazione dove una ragazzina bisognosa di tornare all’asilo infantile raccoglie consensi puntando il dito contro il giocattolo che si sta rompendo, senza avere idea da dove partono le martellate e quindi senza influenzare minimamente l’opera di demolizione, ma anzi, dando l’idea di contrastarla, corre l’obblico di partire da lì per cercare di dare una spiegazione razionale agli avvenimenti politici che si stanno accavallando.
Aggirandosi per i banchi di questa scuola dell’infanzia, regressiva più per gli adulti che la frequentano a frotte e gli insegnanti, che per i bimbi stessi, è possibile (forse) farsi una ragione degli avvenimenti politici attuali.

Ciò che spicca su tutto è la semplicità del linguaggio politico, al termine di una manovra d’oscuramento generale dell’ideologia che si veicola con esso, alla quale nessuno è sfuggito.

L’ultima fase di quest’operazione si è raggiunta quando, attraverso l’affermazione di un linguaggio interclassista compiuto, formazioni come i 5 stelle, con un robusto codazzo di emuli, soprattutto di sinistra perché la destra lo praticava già ampiamente, l’hanno portato a compimento.
Il risultato è che, nell’ambito della farsa elettorale, ciò che è scritto sulla lavagna della storia passata e futura non è più visibile, oscurato da montagne di palloncini colorati sulla superficie dei quali ognuno cerca la parola che ritiene “sua”.
Per dare un’idea concreta sulla liceità del paragone con l’infanzia, è sufficiente fare, a caso, alcuni esempi.

Nel programma 5 stelle fra le altre cose era prevista l’uscita dalla NATO.

E’ passato pochissimo tempo dalla sua stesura e all’atto pratico il tutto si è ridotto in Trump “buono”, quando rimanda le sanzioni contro di noi perché abbiamo succhiato ancora un po’ del petrolio iraniano e in Trump “cattivo” quando ci sanziona.

Collegato ad esso c’era il taglio alle spese militari.

Qualcuno se lo ricorda?
Mi si arricciano le dita dei piedi a doverlo spiegare, ma siamo consapevoli che queste sono parole d’ordine che non hanno nulla d’interclassista?

E se lo ricordiamo, come si spiega l’ininfluenza dell’argomento? Semplicemente, purtroppo, col fatto che è ridotto anch’esso a messaggio stampato su un palloncino colorato.
Ancora un esempio.

La nave delle armi arabe respinta a Genova.

Una cosa positiva di per sé c’è, ma è tollerabile che a nessuno, dico nessuno sia venuto in mente che le stesse navi sono anni che si approvvigionano di missili in Sardegna?

Il palloncino con su scritto Genova ha coperto anni d’indifferenza sulla questione della pace.

E’ normale?

Forse lo è, se si considera che i palloncini si spostano col vento e sono talmente insignificanti che si possono anche ignorare quando rischiano, sia pure nella loro pochezza, di mettere il dito sulla piaga delle responsabilità.
Oggi ci si lamenta per il successo leghista, ma non sembra anche a voi che, in fondo in fondo siamo in presenza dell’ennesimo successo del metodo gretino?

E’ lo stesso che cinque anni or sono ha dato oltre il 40% al PD, ve ne siete accorti?
E’ tutto inutile e mi dispiace, ma se non lasciamo il fucile a tappi con cui gareggiamo nella scelta dei palloncini e non torniamo all’unica constatazione capace di dare una prospettiva di cambiamento reale della società, cioè la necessità di abbattere con tutti i mezzi il sistema capitalista con la sua corte dei miracoli e non ci attrezziamo in tutti i modi per questo beh, è triste ma è più conveniente rimanere con le braccia conserte, almeno eviteremo l’illusione d’aver combattuto.
Il tutto a prescindere dal fatto che una parte del 44% che si è astenuto abbia già maturato questa convinzione.

Nessuna nave per navigare può fare a meno del faro.

G Angelo Billia

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