IL MIGLIOR PADIGLIONE NAZIONALE

IL MIGLIOR PADIGLIONE NAZIONALE

Polemicamente, ma neanche tanto, assegnerei volentieri la palma alla Russia che non è rappresentata da nessun artista nella mostra centrale internazionale curata da Rugoff.

Che succede quando un vero regista cinematografico si cimenta nell’installazione video combinando immagini in movimento e scenografia? Sokurov annichilisce ovviamente quasi tutti i videoartisti, buona parte dei quali assembla e addiziona sequenze di immagini a caso con effetti triti di post pop sperimentale e libere associazioni parasurrealiste.

Qua invece Sokurov lascia allibiti e impressionati: il suo tenebroso omaggio a Rembrandt e all’Ermitage ci comunica il pericolo di un collasso dei valori . Non siamo ai contenuti di maniera e alle formulette ma si percepisce un sentimento e la riflessioni reali di chi non usa le tematiche per moda.
Al piano di sotto i diorami scorrevoli con i finti spettatori in movimento di Alexande  Shishkin Hokusai, anch’essi riprendenti scene di pittura fiamminga.

Anche qui buio e luci.

Gli artisti russi riprendono i fili della memoria culturale e artistica , dimostrando più maturità di tanti artisti che rincorrono un presente di fatti scollegati.

IL LEONE D’ORO ALLA CIOFECA
HARIS EPANIMONDA

QUEST’artista di Cipro di stanza a Berlino si è fatta conoscere per queste installazioni ottuse e sorde dove utilizza brani di sculture antiche o classiche abbinandoli con allestimenti tra il De Stjil e un Carlo Scarpa in preda all’arteriosclerosi.

Sfrutto Luca Rossi per le referenze fotografiche, spero non si offenda.

Quando Epanimonda realizza comunque videoarte segue le stesse modalità di assenza di pensiero delle sue installazioni cretine abbinando immagini di cose a caso con colonne sonore misteriosifiche.
Per Epanimonda tutto va bene: un tramonto, una testa di Buddha, un gioiello scintillante ecc: basta rendere più lenta la sequenza, aggiungere un pò di oscurità e di musichetta e l’effetto è assicurato a buon mercato.

Poco importa che solo nella storia delle avanguardie del secolo scorso di cose cosí se ne sono viste a bizzeffe, per non parlare di Maya Deren, Kenneth Anger, Harry Smith ecc ecc
Quello che poi mi infastidisce in particolar modo é l’uso pretestuoso e superficale dei materiali storici bidimensionale come il più banale orelievo pop.

Walter Bortolossi

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