Il momento dei clown della pittura

Dante Crobu, certamente una delle voci più autorevoli sul mercato dell’arte in Sardegna, anche lui sceglie Cagliari Art Magazine per raccontare il sistema dell’arte isolano e i suoi paradossi, ci scrive intervenendo nel merito della polemica che ha scatenato il testo di Ruggero Mameli sull’attuale stato dell’arte isolana.:

Il momento dei clown della pittura

Amico Mameli la nave non si abbandona mai, non la abbandona chi vuol esser capitano: si tappano le falle – e di falle nella nave ce ne sono, e molte.
Ho deciso di rispondere all’amico Mameli per diversi motivi:
primo, mi sono riconosciuto nell’amico con il quale ha parlato di Pastorello come di uno capace di reinventarsi sempre con risultati eccellenti.
Mi piace che sia un collezionista a parlare della situazione artistica e non gli pseudo storici dell’arte, quasi tutti impegnati a curare mostre inutili che non portano da nessuna parte; dico quasi tutti perché conosco anche chi lavora duro e produce cose che restano capaci di influenzare, di correggere, di mostrare, e sì, anche di stupire.
Poi perché ho avuto una galleria d’arte contemporanea che, come Mameli, si occupava di figurazione: poetica che ad un certo punto non ho esitato a tradire senza pentimenti per la pittura.
Ecco, se c’è un consiglio che posso dare, qualcosa che posso suggerire al nostro amico,  è di imparare a tradire.
Un giorno entrò nella mia galleria una ragazzina appena tornata da Bologna, Veronica Paretta (se riesco mi piacerebbe pubblicare il testo del piccolo catalogo della fortunatissima mostra) e rimisi in discussione le mie scelte.
Posso dire che io ho trovato – forse con maggior fortuna di Mameli – che alcuni artisti durante il periodo del lockdown hanno fatto dei capolavori assoluti:
tre artisti, diversi tra loro, sono arrivati a fare delle cose simili che spero di mostrare presto, e che assieme al lavoro di Pastorello intitolato Galaxy sono le cose migliori che ho visto in questi tempi bui.
E tutto questo perché ho imparato a tradire, perché ho imparato a vedere invece di guardare, sognare invece di dormire, lasciare il sacro per il divino.
Come diceva un amico di un’altra artista che ha prodotto cose straordinarie, l’arte si presenta a noi come un’apparizione, ma non sempre è sotto forma di pittura figurativa, ad olio su tela, pardon acrilico: l’olio è una cosa per professionisti, pittori professionisti.
Richiede una preparazione troppo lunga e poco adatta ai giorni nostri, dove non esiste un apprendistato, dove non ci sono maestri né allievi.
È il momento della presunzione, questo, e delle bombolette e di quella cosa che la gente chiama street art, arte di strada, arte per la strada.
È il momento di chi non sa e, quindi, insegna nel web o nei manuali, poco importa; ma, soprattutto, è il momento dei clown della pittura e il loro museo non può essere altro che il circo.
Dante Crobu
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