Il mondo fluttuante di Lorenzo Murgia

Da quando Lorenzo Murgia si è diplomato al Liceo Artistico e Musicale Fois, tre anni fa, e si è trasferito a Milano per frequentare la NABA, i suoi lavori per committenti pubblici e privati si sono fatti via via sempre più personali, maturi e introspettivi. Pur cimentandosi in lavori da cavalletto, con risultati mirabili, il suo campo di azione e di elezione resta però la street art, le grandi superfici murarie, l’emozione e l’adrenalina di salire su trabattelli e cestelli edili per dipingere intere facciate di edifici: il suo mondo.

Nel 2019 Lorenzo, mamma milanese e papà sardo, ha realizzato due murales a Isili, nella via Garibaldi (o Is Coronas) la strada più antica del paese, che nella tradizione ospitava i ramai e le tessitrici. Il writer nuraghese ha quindi reso omaggio ai due antichi mestieri che hanno onorato l’artigianato del Sarcidano.

Una volta che sarà terminato questo periodo di limitazioni, Lorenzo mi racconta che ha in progetto di  dipingere, per valorizzarle, le serrande di alcuni negozianti di Cagliari e dei paesi della provincia, “come atto solidale, per continuare a pulsare colori e cultura intorno a noi, non solo nelle gallerie. Tutti avremo bisogno di vedere nuove prospettive, pensavo: perché non iniziare dal colore? Vorrei tappezzare tutto ciò che è grigio per superare e dimenticare cosa è successo. Sarà difficile ma non impossibile se si tratta di colori”. Parole di speranza che dobbiamo tenerci strette e sostenere, aggiungo, per ritornare alla parola chiave HOPE, che aveva contraddistinto la prima campagna elettorale di Obama, parola giardino, da coltivare e annaffiare quotidianamente.
Di recente, Lorenzo ha iniziato a produrre anche abbigliamento, con una collezione di felpe, ispirate alla street art, che riflette il suo modo di lavorare, che ci descrive così: “lavoro scandendo un flusso dinamico che ho dentro, frutto di tutti quegli anni praticati con l’arte di strada, tratti che si intrecciano, curvano o restano spigolosi e che rappresentano ciò che provo in quel momento. L’azione, i movimenti sono molto veloci, spesso frenetici, agitarsi di fronte ad una superficie per dare vita a dei tratti che sfrecciano e superano velocità spesso elevate … ricorda l’action painting e l’espressionismo astratto, movimenti che mi sono rimasti nel cuore. I miei tratti sono unici poiché non potrò mai riproporne uno uguale all’altro, sono frutto di quel momento, tutto scorre e tende ad evolversi, come il Panta Rei di Eraclito e l’Ukiyo-e giapponese, il mondo fluttuante. Amo i colori e non potrò mai abbandonarli, gioco con i contrasti e i passaggi tonali. Sto studiando le composizioni, i colori, e il relazione tra loro e i tratti, principalmente uso spray e marker di ogni tipo”.
Lorenzo Murgia ha una sensibilità fuori dal comune, uno sguardo poetico e consapevole dei tempi in cui viviamo, capace di non farsi abbattere dalle difficoltà contro le quali gli artisti inesorabilmente si scontrano quotidianamente.
Sono certa che coronerà i suoi sogni. Forse non lo sa, ma lo sta già facendo.
Concettina Ghisu
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