Il neurosegnale dell’arte

Il neurosegnale dell’arte

“Scoprii che l’arte aveva seguito una specie di sviluppo parallelo a quello della scienza…e che la gente non sapesse più cosa volesse fare esattamente.”
Joseph Beuys, Cosa è l’arte, Castelvecchi

Neuroscienze e arte contemporanea, in questo secolo hanno il medesimo intento, sondare il perché dell’esistenza umana attraverso lo studio, la ricerca e la memoria.

La nostra memoria è lo strumento di conoscenza e di comprensione del mondo.

“Neuroscienze e arte contemporanea, in questo secolo hanno il medesimo intento, sondare il perché dell’esistenza umana attraverso lo studio, la ricerca e la memoria. La nostra memoria è lo strumento di conoscenza e di comprensione del mondo.”

L’identità personale è storia della memoria e dello studio personale, siamo il linguaggio che impariamo e ricordiamo.
La memoria è la chiave per comprendere e decodificare l’arte contemporanea, l’arte del secolo scorso (quella che è stata ricerca non condizionata o diretta dal mercato) è caratterizzata da questa tensione investigativa e di ricerca sperimentale.
L’arte è fenomeno percettivo, che consente anche a una semplice linea o segno di trasmettere un contenuto emotivo o psichico informativo, il linguaggio dell’arte è per lo spettatore una relazione inaspettata.

“L’arte è fenomeno percettivo, che consente anche a una semplice linea o segno di trasmettere un contenuto emotivo o psichico informativo, il linguaggio dell’arte è per lo spettatore una relazione inaspettata.”

L’arte è una finestra percettiva che fa il punto sull’esperienza di vita e di memoria quando con lei ci si confronta.

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