IL NULLA TRAVESTITO DA IDENTITARISMO

DIEGO FUSARO: IL NULLA TRAVESTITO DA IDENTITARISMO

Mi è stato chiesto a più riprese cosa penso del buon Fusaro (classe 1983), perfino se il suo pensiero mi abbia “influenzato”.

Del ricercatore del San Raffaele non penso male: è esattamente il prodotto di questi tempi.

Ottimo venditore di se stesso, è cresciuto a pane e selfbranding sui social; il suo “pensiero” non è altro che un citazionismo postmoderno esasperato applicato alle idee di (estrema) destra: qualsiasi singulto partorito dal pensiero conservatore/reazionario nel ‘900 trova in lui un implacabile divulgatore.

Conservatorismo cattolico, antimodernismo, culto identitario, volontarismo vitalistico, ecc non c’è filone da cui lui non tragga parole chiave, le ripeta fino a svuotarle di qualunque senso, le ricombini all’infinito per arrivare a scriverci un libro.

La stessa cosa fa con il pensiero di (estrema) sinistra: Marx, Gramsci, ecc sono solo altre fonti di citazioni e parole d’ordine.

Questo procedimento è possibile perché lui non proviene da alcun ambiente, non ha alcuna fedeltà ideologica, non ha legami affettivi con nessuno degli autori che saccheggia.

E’ politologia da Youtube, filosofia da Ipod, taglia-cuci-riassembla da generazione cresciuta con i campionamenti incrociati dell’hip hop.

Questo è evidente se si analizza come usa i social per promuoversi: è perfettamente a suo agio tanto su fb che su Youtube e Instagram. Ovunque tara la sua immagine e il suo discorso per aderire perfettamente alle logiche di visibilità del mezzo.

Il fatto che si muova bene anche nella più canonica tv è dato dal suo provenire dalla generazione di mezzo, quella nata con i reality in televisione e poi folgorata nell’adolescenza dal web.

Perché la sua ascesa è stata tanto rapida e inarrestabile?

Perché alla (estrema) destra mancava un intellettuale mediatico, qualcuno di più autorevole di un Feltri o di un Ferrara ma più manipolabile e meno ideologico di gente come Cardini, Massimo Fini, Maurzio Blondet, Marco Tarchi o Marcello Veneziani.

Questi ultimi sono poco spendibili perché sono veramente radicati a destra: alle sue strutture, al suo modello antropologico, alla sua storia di scontri con la sinistra più o meno estrema.

Il radicalismo di Fusaro è vendibile perché non ha alcuna possibile applicazione pratica, né vuole averne una: è la versione alt-right dell’utopismo radical-chic con cui non a caso cerca continuamente lo scontro.

Per me Fusaro è il perfetto emblema del 90% degli intellettuali della mia generazione: citazionisti compulsivi, agitatori da social, compilatori di sunti di sunti spacciati per idee proprie.

Maschere inconsapevoli del Nulla.

Federico Leo Renzi

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