Il ponte è crollato, non era una favola”

 

In un paese dove crolla un ponte che da sei anni era indicato a rischio, l’emergenza sono i poveri cristi che vendono il cocco e i salvagenti sulla spiaggia.

Dove abbiamo sbagliato?

Sarebbe meschino, da sciacalli, dare la colpa del ponte crollato a Genova all’attuale governo.

Infatti, non l’abbiamo fatto.

Scrivendo che la criticità era nota da sei anni, puntiamo l’indice verso i governi precedenti, è una questione di pura logica.

Ma ormai anche due frasette in italiano sono diventate difficili da comprendere.

In ogni caso, al di là delle colpe istituzionali di tutti i governi, emerge anche un altro grave problema della nostra epoca, che i social alimentano all’ennesima potenza: la tuttologia.

Esperti di tutto, ci sentiamo ormai liberi di prendere sotto gamba anche le emergenze vere. Noi siamo da sempre contro le grandi opere inutili, abbiamo sostenuto e sosteniamo la lotta contro la TAV in Val di Susa, quella contro la TAP in Salento, ma non ci permettiamo di irridere chi ha studiato anni per acquisire delle competenze professionali.

Non avremmo mai scritto che il crollo del ponte era una favoletta, fidandoci della società autostrade che è interessata solo ai suoi profitti.

Il ponte è crollato, amici nostri, non era una favola.

 

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