Il progresso dell’armonia

Oggi mi sono svegliato, e ho realizzato quanto io sia fortunato a poter esprimere liberamente le mie idee. Grazie a questo strumento posso dipingere la realtà che mi circonda, mettendo in luce le cose che normalmente le persone non vedono perché stanno troppo impegnate con le loro.

La gente pensa, però lo fa dentro una “scatola”, perché la gente “vive” dentro una “scatola”, dunque non potrà mai pensare a qualcosa che esiste fuori dalla scatola, perché non la ha mai vista. Al massimo riuscirà a formulare un mondo in cui la scatola vive dentro di loro, ma niente di più. Allora è necessario affacciarsi, bisogna cercare di guardare “fuori dalla scatola”, o farci un buco per osservare il mondo oltre e farne esperienza. Bucare la scatola, è anche il dovere dell’artista, guardare fuori è il passatempo di molti. Per bucare la scatola, però, bisogna stare bene attenti a cosa si intende, io voglio dire metaforicamente, aprire un varco per la riflessione (che sia politica, astronomica…), non sfondare il muro della banca con il trattore. L’artista per fortuna, nella maggioranza dei casi, capisce cosa vuole dire, e quanto più nobilmente riesce a farlo, tanto più la sua arte è riconosciuta ad alto livello.

Platone nella “Repubblica” descrive l’artista come un pericolo per la società, ritenendo che l’arte allontani l’uomo dalla realtà, dalla natura e dalla verità. Il filosofo ci spiega che l’arte distrae l’uomo dalle cose veramente importanti e dalla politica. Io penso che in epoca attuale questo ragionamento sia da considerare piuttosto come una fonte di speculazione. È impossibile una civiltà senza arte, quando per arte si intende una qualunque attività creativa, che può essere anche filosofica o scientifica, mentre il senso stesso della parola assume il connotato di legge che si autoproclama e deve tutelarsi, ma non sono qui per dimostrarlo.

Non a caso, l’arte contemporanea ha salutato da un po’ di tempo il mero fine decorativo, per assumere un’altra forma con un nuovo scopo. Molti artisti non si preoccupano più della bellezza e cercano un fine pratico diverso. In certi casi mettono al centro la propria vita, con le emozioni e la dissolutezza del loro esistere, in altri invece si preoccupano per la comunità e pensano di cambiare le regole che la governano.

L’avvicinamento dell’arte ai problemi sociali, è il centro di questa considerazione. Il compito che gli artisti si prefiggono, a volte, sempre più spesso, è quello di far pensare alla gente per sensibilizzarla alle questioni importanti, come l’economia e l’ambiente. Ma l’artista che buca la scatola e ci permette di osservare il mondo là fuori, consentendoci di vedere i controsensi, i paradossi e le ingiustizie determinate dal consumismo e dagli abusi di potere, da solo non basta. Potremo dire che la scatola è ormai piena di buchi, non ne sono necessari altri, quello che serve è invece di aiutare la gente a vedere, capire seriamente, affinché possa riconsiderare i propri valori e nell’insieme definitivo quelli della civiltà.

Un azione così, necessita di una grande collaborazione, si dovrebbero attivare in ogni paese dei centri appositi per svolgere questo compito, cioè di far pensare bene alla gente, di mostrarli ogni buco, in modo che chiunque possa guardare il cielo. Bisogna conoscere la verità. In questi luoghi di riflessione, che non sono chiese, scuole, musei o biblioteche, potrebbe starci benissimo un pensatore. Un filosofo, un consulente che riceve gli spaesati, aprendo loro nuovi orizzonti, favorendo non solo lo sviluppo più consapevole della cultura identitaria, ma anche di quella indipendente, incoraggiando il dialogo tra le diverse figure, la collaborazione tra varie discipline, l’organizzazione politica propensa alle riforme sagge, insomma per dirla in breve: dobbiamo sostenere il progresso dell’armonia.

Flavio Collu

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