Il ricco non smette la sua lotta di classe

Questi sono tempi di rivoluzione, di lotta di classe, i ricchi non hanno mai smesso di fare lotta di classe e massacrare i lavoratori, non hanno mai smesso di fare lotta di classe mentre compravano intere università e altri luoghi di produzione di pensiero per far credere ai morti di fame che la lotta di classe non esiste più, la loro lotta di classe l’hanno fatta al fianco di rinnegati come Napolitano e Veltroni, l’hanno fatta con picchiatori liberisti come Prodi, Renzifonzi, LucaLotti, Marattin e l’esercito di Clarette telegeniche impiastrate di smalto, rossetto e quote rosa; e mentre i ricchi facevano la lotta di classe noi abbiamo smesso anche di nominarla, per paura dei picchiatori liberisti che ci ritrovavamo dappertutto, persino a cena.
Questi sono tempi di rivoluzione, di visioni nuove, di intelligenze nuove, di coscienze nuove, di lotta.
Chi c’è, c’è.

Chi non c’è vada a fare il ragazzino col viagra per rimorchiare ragazzine al MCN, a suonare il tamburello insieme ai rincoglioniti della Lenin, a prendere il fresco nelle piazzette infiorate.
Dalla sinistra che arretta ancora è tutto, per ora.

Antonio Musa Bottero

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