Il Salvinismo è intatto

SALVINI PUO’ CADERE, MA IL SALVINISMO E’ ANCORA INTATTO

C’è una vasta parte dell’elettorato, e un’ancora più vasta parte del ceto riflessivo, che ritiene la caduta di Salvini la fine del salvinismo.

Questo errore replica quello commesso qualche anno fa con Berlusconi: il ritenere indissolubilmente legato un modello comunicativo, un leader carismatico e una serie di istanze sociali.

Una volta che una di queste varianti cade, cadono automaticamente tutte le altre.

Inutile dire che l’estromissione di Salvini dal governo lascia intatta l’essenza del salvinismo.

Qui si pone il vero problema:

l’abbiamo capita l’essenza del salvinismo?

Provo a farne un ritratto sommario:

1- L’uso ossessivo, percussivo e monotono dei social, con un occhio particolare all’estetica di Instagram.

Quella del duo Morisi-Salvini è un’idea semplice: la politica si fa sui social, perché la realtà è la rappresentazione che i social fanno della stessa, e i social richiedono tempi rapidi di azione (1-3 giorni), messaggi semplici e stereotipati (stop invasione, ecc), un personaggio che mischi indissolubilmente privato e pubblico perché non è né una persona né un politico, ma un profilo che si autopromuove senza sosta.

2- Una nostalgia divorante per gli anni ’80-90, per un’Italia “monoetnica” e godereccia, in cui il ruolo del cittadino è produrre, consumare e divertirsi.

Il salvinismo nella sua essenza è una reazione disperata al perdurare della crisi, al crollo del potere d’acquisto della classe media e della working class, alla stretta sui controlli e sulla tassazione ai piccoli imprenditori e ai liberi professionisti.

3- Una reazione all’espropriazione del potere decisionale del comune cittadino a favore dei burocrati (italiani ed europei) e dei professori (l’epoca dei governi tecnici).

Salvini deve continuamente rappresentarsi come una persona comune giunta al potere, per dare l’idea al suo elettorato che una persona comune (uno che mangia, si diverte, pensa come NOI) possa ancora influenzare le decisioni collettive.

4- L’ordine e il decoro come risposta all’insicurezza e al vuoto d’ideali creato dalla morte delle grandi ideologie.

Per il salvinismo l’ordine pubblico, la pulizia cittadina, l’esclusione dei poveri e degli emarginati dallo spazio urbano sono il surrogato di una comunità coesa, di una società giusta e ordinata.

E’ il volto autoritario del realismo capitalista: dato che non esiste alcuna alternativa al neoliberismo, non rimane che eliminare dallo sguardo -reale e virtuale- le sue storture e i suoi “scarti umani”.

Come avrete notato, nella mia analisi la xenofobia e le fake news non sono esplicitamente nominate, perché sono incorporate in uno sguardo più ampio.

Dirò di più: volendo xenofobia e fake news possono essere fortemente limitate (non sradicate), ma l’essenza del salvinismo rimarrebbe intatta, perché ha radici troppo profonde, che nessuno vuole -ne sa- come tagliare.

Federico Leo Renzi

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