Il sessantotto deve riaccadere!

La questione dell’interruzione di gravidanza interessò Engels, che oltre ad affrontare gli studi sul matriarcato di Bachofen, è stato lungimirante sulla condizione delle donne, la sua compagna era un operaia.

Il Senior, uno studioso liberale, citato nel capitale era inorridito nel vedere donne nude o quasi che lavoravano con gli uomini di notte.

La differenza fra la poesia della cultura ed educazione, che presenta donne angelicate e la prosa della vita che mette poverette a fare il lavoro più faticoso assieme ai bambini, tutti sottopagati per sostituire il lavoro maschile fino a 12 ore al giorno.

Nei manoscritti del 44 un giovane studioso di ventisei anni ci dice che le prostitute per malattie veneree morivano prima dei 35, 36 anni.

Il movimento operaio ha emancipato le donne, ha esteso diritti politici con la dura lotta.

Mao diceva che lavorando la donna si emancipasse dal padre dai fratelli e da marito che ora sceglieva lei.

Si torna a parlare in questo triste e bel paese della legge 194 e dell’aborto, sembra che la spinta del sessantotto si sia esaurita perché giovani belli ma lugubri come il ministro della famiglia si dice pro vita contro il diritto delle donne e la loro autodeterminazione sui loro corpi e coscienze.

Ma la trita verità dell’ordine claro e dell’ordine clero è che si è come medici obiettori per far abortire a pagamento nelle cliniche private.

Vergogna dei vari dottor Tersilli e delle ville celesti in cui si muore.

Le femministe sono state prese a bastonate dalla questura nelle pubbliche piazze, ed hanno creato leggi istituzioni pensiero sono nipotine del movimento operaio da cui escono ed in cui nascono come suffragette come disobbedienti come compagne.

Per la morale corrente siamo matti, e quante donne sane di mente sono state rinchiuse al santa maria della pietà dai mariti quando non c’era ancora il divorzio.

Il sessantotto oggi deve riaccadere, serve una rivoluzione sessuale contro il mercato e il mondo fiction.

Non deve chiudere la casa internazionale delle donne in via della lungara, ricordiamo la grande critica d’arte e filosofa di sputare su Hegel la sessualità femminile è tutta autodeterminata, e non si fa prendere la parola parla con la sua voce ma solidarietà comunista cade a pioggia a far ricrescere questo fiore nel cemento di Roma.

Filadelfo Anzalone

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