Il sindaco faccia abbattere il muro.

Il muro che si sta innalzando nella piazza San Michele, nel quadro dei lavori di rifacimento della medesima, non piace alla gente del quartiere e a moltissimi cagliaritani che lo hanno visto.

Lo ha progettato un prestigioso studio professionale, che nella relazione progettuale ha dato ampia spiegazione della scelta.

Eppure proprio non piace, per diverse ragioni, esaurientemente esposte negli articoli dei giornalisti Paolo Matta e Vito Biolchini, nei rispettivi blog, e nei servizi della stampa locale.

Nella richiamata relazione si dice, tra l’altro che “Il setto curvilineo che delimita la rampa veicolare è stato pensato come fondale per la statua di Padre Abbo, in modo da valorizzarla adeguatamente”.

Per chi non lo sapesse Padre Nicola Abbo è stato lo storico parroco dal 1957 per oltre trent’anni, molto amato dalla popolazione del quartiere di San Michele.

A lui è dedicato un monumento proprio di fronte alla facciata della chiesa, che con la nuova sistemazione verrebbe valorizzato.

Chi ha conosciuto padre Abbo sostiene che il sacerdote sarebbe stato contrario a questo muro, proprio perché, a prescindere da qualsiasi intenzione, trasmette sensazioni di separazione ed esclusione, piuttosto che accoglienza ed inclusione.

Ci sono poi ragioni di altro tipo, alquanto convincenti, che non attribuiamo a un ipotetico pensiero di padre Abbo, e che ritrovate negli articoli citati.
Che dire?

Il Sindaco prenda atto, ascolti la gente e dia disposizione di modificare il progetto, facendo demolire la parte di muro già costruita e adeguandosi alle richieste popolari.

Non ci vuole molto; l’inevitabile incremento di spesa in questa fase sarebbe sostenibile e comunque giustificato.

Cagliari città capitale

 

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