Il sistema dell’arte nel 2006: Marco Rallo

 

Domenico Mimmo Di Caterino: 

Quanto la tua opera è figlia della globalizzazione culturale ipersistemica? 

Marco Rallo: 

Nella stessa misura di quanto una vittima/martire lo può essere del suo 

carnefice.

Il mostro di Frankenstain ti suggerisce qualcosa? 

Mimmo: 

Agli artisti in galleria che cosa si chiede, se non di mettere a disposizione del marketing privato globale i propri sentimenti e le proprie capacità di comunicazione artistica? 

Marco: 

Come dico sempre gli scemi la fanno e gli scemi se la mangiano. 

Una volta si “vendeva” il proprio stile e gusto 

per il committente, in una epoca post-umana, dove l’arte e 

corpo sono in simbiosi, il culo o la figa di un’artista 

dovrebbe essere l’optimum per vendere!

Ormai 

si parla dell’arte come della moda, del salame, del prendi 2 e paghi 1, 

meglio come fai da tempo tu svendere tutto. 

Creare una TABULA RASA , e ripartire da 

zero! 

Mimmo: 

Il tuo lavoro come denuncia questo stato di cose? 

Marco: 

Io sono un artista martire lottatore ad oltranza, evidente nei movimenti veloci, sono una grida ferita di una cultura sottomessa dall’estabilishment ed una interferenza di immagini che contrasta le immagini patino/shermaniane. 

Sono il frutto di tale cocktail finto/multimediale , “sporco” il falso anarchismo/denuncia delle Biennali. 

Io con il mio lavoro, voglio, vomitare in faccia ad Oliva tutto 

il sangue/nevrotico dell’artista socialmente/diseredato. 

Mimmo: 

Cosa è che ti fa sentire un artista socialmente diseredato? 

M.R.: 

Un disagio non tanto culturale, culturalmente anche la gente di strada senza 

troppe “dogane” è disposta a condividere.

Io dichiaro la condizione di sicialmente 

diseredato, la condizione di “cacciata” e di ripudiato, 

disagiato e diseredato è considerata fastidiosa (bannato dal web), sono un diseredato conscio, lucido, e tale lucidità mi consente di smontare tali fantocci. 

Mimmo: 

Etimologicamente la parola crisi significa cambiamento, questo sistema arte è in crisi? 

M.R.: 

Si può parlare di crisi latente, c’è ma non lo vuol far vedere. Gli artisti sanno leggere, conoscono, e anche parlare. 

Mimmo: 

In questo sistema oggi ha più potere il Nord America o i capitalisti transnazionali unificati? 

Marco: 

Fra poco non esisterà il vecchio impero nord americano, ma un impero capitalistico 

transnaz/unificato che farà a capo l’impero new/global. Nego assolutamnte il capitalismo Americano global/busheriano, come quello ex Ceausesco, e NewCinese. Grandi grattacieli e gallerie dovrebbero pulire meglio le loro vetrate, guardare chi è fuori e dare più trasparenza. Assurdo, in un’epoca piena di pareti a 

vetro, c’è ancor più muro e cemento di prima 

https://www.youtube.com/watch?v=EtjKjvEmX18

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