Il sistema dell’arte nel 2006: Matrone e Ippolito

Lungo mare di C.Mare di Stabia, seduti su una panchina, telecamera in basso a sinistra, parton gli applausi registrati, la nuova compagnia di canto popolare canta: “trovo molto interessante, la mia parte intollerante, che mi rende rivoltante tutta questa bella gente….” di Caparezza). 

Mimmo: 

Il valore di mercato sommerge tutto, resiste la logica del dono. 

Io per volare regalo le mie opere, tu le vendi? 

Rossella Matrone: 

Regalo! 

M: 

La discriminante qualitativa tra professionista ed 

artista della Domenica pare costituita dalla galleria privata di 

riferimento… 

Gennaro Ippolito: 

La differenza non la fanno le ore di studio o le ore passate in galleria, il messaggio indica l’ artista. 

Mimmo: 

Tutto è già stato colonizzato? 

Rossella Matrone: 

Spazi privati si vestono da spazi pubblici e viceversa!

Sacche di resistenza artistica se io esisto esistono! 

M: 

Bonito Oliva afferma che l’unica scuola di formazione privatizzata e pubblica per un artista sia quella delle gallerie private. 

Giovanni Ippolito: 

Non metto in discussione la sua tesi perche è fallica, per uso e consumo personale e privato (o meglio privatizzato). 

M: 

Ti senti alla periferia del sistema per tua incapacità? 

Rossella Matrone:

Ti risulta sia scritto da qualche parte che per raggiungere visibilità bisogna avere a che fare con “certa” gente? 

Mi sono autoscartata da “questo” sistema dell’arte! 

M: 

Il termine artista è abusato, oggi appare privo di contenuti. 

Giovanni Ippolito:

Sei “artista” e sei giustificato, la giustificazione assume un aspetto anche negativo: “vabbuò chill’ pitta è nà artista”*. 

Come dire lascialo stare è fuori di testa. 

M: 

Che senso dai al tuo essere artista? 

Giovanni Ippolito:

Io vivo. Fare creazioni è una necessità, ma se mi chiedi se ha un senso mistico ti rispondo di no: gli artisti non parlano con gli angeli. 

M: 

Io ho l’impressione che i media specializzati iniettino negli artisti il seme della mediocrità, tu ti senti mediocre? 

Rossella Matrone:

Non mi sento mediocre! 

I media tendono ad abbassare la soglia dell’intelligenza nazionale, rari i punti di vista alternativi. 

M: 

Quale è la necessità dell’artista? Organica? 

Giovanni Ippolito:

L’arte non è altro che “scaccazzare” l’ego. 

M: 

Ma fare arte “scacazza” l’ego o lo alimenta gonfiandolo a dismisura? 

Giovanni Ippolito:

Dovrei avere un unita di misura, quantificare, qualificare e pesare in assoluto, circoscrivere la mia cultura al confine della mia conoscenza; fuori di me c’è un mondo in attesa di essere scoperto. 

Il limite è nel vederlo con i miei occhi. 

Mimmo: 

Sovente mi si accusa di non agire in concreto e di piangere e lagnarmi di continuo…. 

Rossella Matrone:

Il colloquio è il mezzo migliore per capire come possiamo difenderci. 

Ognuno di noi dal momento in cui inizia ad esprimere le proprie idee è sottoposto a critica e giudizio. 

Questa causa non interessa solo te e me e quindi continuiamo a divulgare il verbo! 

Mimmo: 

Siamo l’unica specie animale specializzata nella comunicazione artistica così come nello sterminio reciproco. 

Destiniamo duemilacinquecentomilioni di dollari al giorno alle spese militari, tutti figli di questo mondo, dello stesso sperma, poveri e guerrieri mercenari al servizio delle multinazionali. 

Rossella Matrone: 

Tutto cambia e resta inesorabilmente uguale. La realtà mediatica mixa morti, feriti e gossip.

Il ruolo dell’artista dovrebbe essere quello di cercare di sopravvivere a tanta pochezza. Dobbiamo smetterla di vedere arte ovunque con il barbaro coraggio di esporla, siamo saturi di scemenze. 

* Trad. dal napoletano: va bene così, quello dipinge è un artista. 

 

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