“IL SOLE DELL’AVVENIRE” DI VALERIO EVANGELISTI

“IL SOLE DELL’AVVENIRE” DI VALERIO EVANGELISTI

di MAGNETICA ARS LAB (www.magnetica.org)

Ho  appena finito di leggere “Nella notte ci guidano le stelle”  l’ultimo romanzo  di Valerio Evangelisti che conclude la sua recente  trilogia intitolata “Il sole dell’Avvenire”.   A scanso di equivoci vi dico subito quello che penso, anche in neretto e  maiuscolo.   Più avanti cercherò  di argomentare meglio il mio giudizio ma se le  lunghe recensioni  come questa vi annoiano FIDATEVI.

Fidatevi di queste prime righe e correte a comprarvi questi suoi 3 libri.

E, se non vi bastano le mie parole,  nel link qui sotto trovate anche la bella  recensione fatta da Alessandro Villari,  altro  suo/nostro  amico di cui potete fidarvi.

RECENSIONE – “Nelle notte ci guidano le stelle”, di Valerio Evangelisti

Perché questa trilogia “Il Sole dell’Avvenire”  è una BOMBA,  un vero  SPARTIACQUE  LETTERARIO destinato a restare a lungo.   Anche se non troverete molti  osanna  sui media mainstream e non vedrete il suo autore al premio Strega.   Questa trilogia è un CAPOLAVORO che merita tutto il nostro RISPETTO. 

Soprattutto se posta al confronto con  quanto appare/scompare nello scrivere fasullo di questa Italia e in questo inizio di secolo. 

Non  dico questo  solo perché stimo e conosco Valerio Evangelisti da molto tempo.

Non lo dico perché adoro il suo Eymerich o perché ho divorato tutti gli altri  suoi fantastici libri.

 

Io considero davvero  questi suoi ultimi 3 romanzi come l’esempio sublime della sua forma e sostanza  narrativa.  Valerio è stranamente da tempo considerato uno scrittore minoritario di “Fantasy” o di “Fantascienza” come se questi  generi e anche i suoi autori  fossero non soltanto minoritari ma minori rispetto presunte forme letterarie più alte.  Del resto, secondo questa logica, anche Italo Calvino potrebbe essere considerato scrittore di genere, altrettanto minore e minoritario.

In realtà Valerio Evangelisti potrebbe tranquillamente essere l’Italo Calvino del nostro secolo.  Solo che noi non ce ne rendiamo conto.

Perché Valerio, semmai si dovesse definire, sarebbe uno SCRITTORE “DEGENERE” (come forse ci suggerirebbe Carmelo Bene).  In quanto essendo scrittore UNICO nel suo genere  lui  si pone FUORI e ALTROVE  rispetto qualsiasi angusto ambito  letterario in cui lo si voglia costringere.  Per questo motivo il suo scrivere dovrebbe costituire  un ESEMPIO per la scrittura degli altri autori e per  la narrativa Italiana tutta, di qualsiasi genere.  Anche se purtroppo, il suo scrivere,  rappresenta una vetta ben poco conosciuta e inarrivabile per molti altri autori nostrani.

E  questi tre romanzi messi insieme sono l’esempio di quanto sto cercando di dirvi. La sua trilogia “Il sole dell’Avvenire” è  un viaggio letterario lungo e accurato, fatto navigando a vista e anche consultando  le mappe. Un viaggio di navigazione non solo sulla superficie delle acque ma  immergendosi a lungo dentro il profondo del “mare magnum” che è la nostra Italia contemporanea.  Un viaggio che,  per  riuscire a  scandagliare il nostro PRESENTE,  affronta di petto  il  PASSATO. Attraversandolo come una lama, fendendo le nostre origini per incidere e scavare dentro quello che siamo stati e quello che siamo diventati noi Italiani.

Un viaggio che  quindi ci riguarda tutti,  singolarmente come individui e collettivamente come società. 

Valerio per raccontarci di questo viaggio, personale e collettivo,  ha scritto quello che solo all’apparenza è un lavoro unico diviso in una serie di tre  romanzi cronologicamente conseguenti.

Valerio ha scritto un’opera letteraria e storica gigantesca. Opera  intrisa di significato e significante, difficile e semplice,  culturalmente accessibile ad una minoranza come anche  destinata alle masse e al popolo, opera storica narrata in una lingua elìtaria e alta che potrebbe sembrare  impopolare ma,  alla lettura di poche righe, diventa immediatamente  bassa, accessibile e  popolare al tempo stesso.

Il “Sole dell’Avvenire” ci fornisce con le parole che speravamo di  sentire,  la migliore rappresentazione drammatica  e  individuale di quella vasta  commedia corale della nostra Storia da cui sono nati  quello che oggi chiamiamo Italia e anche i suoi  Italiani.

Entrambe le due facce della medaglia sono la doppia veste di quel  DRAMMA e quella COMMEDIA che parlano di un  viaggio intimo e collettivo  nella GUERRA  e nella PACE  Tolstojane che ancora si agitano dentro ognuno di noi.

Un viaggio letterario che è, contemporaneamente,  una “RECHERCHE Proustiana” tagliata su misura per chiunque si consideri MINORANZA sociale o pensi di poter  essere avanguardia culturale,  rispetto al sentire comune.  Un viaggio narrativo che  rappresenta anche una ideale   “ODISSEA Omerica” per chiunque altro pensi di far parte di una qualsiasi MAGGIORANZA  sociale, di pensiero o di opinione,  in questo Paese.

Valerio ci racconta tutto questo viaggio, con le sue parole,  in modo semplice ma mai semplificato. Compiendo un lungo percorso  di ricerca, delle origini della sua terra, che sono anche quelle sue personali, attraverso la scoperta delle fonti e delle vite dei  suoi tanti protagonisti.

Ma io non vi citerò il nome di un solo personaggio di questo suo viaggio letterario. Non  è necessario perché si tratta di una rappresentazione corale e sono anche sicuro che,  leggendo questa trilogia,  avrete modo di ricordarli facilmente tutti  i nomi dei tanti attori e protagonisti  insieme alle loro storie.

Perché potrebbero essere le stesse storie dei vostri bisnonni e dei vostri nonni,  se siete giovani.

Come potrebbero essere le storie  dei vostri padri, se giovani non lo siete più.  Perché, credetemi,  non è certo  l’età , le conoscenze di vita  o i ricordi che possedete che vi faranno meglio  apprezzare questi libri.  Penso che,  se avrete la fortuna di leggere questi 3 romanzi tutti d’un fiato,  capirete meglio perché  i lettori e gli estimatori di Evangelisti, cosa che vi auguro di diventare, non hanno un’età definita e non rappresentano nessun genere.

L’autore ce li descrive, questi suoi personaggi singolari durante un lungo  viaggio collettivo e di popolo. Li descrive mentre attraversano  consapevolmente, o vengono  attraversati inconsapevolmente, dalla  luce e dal  buio  degli avvenimenti lungo la nostra Storia. E si narra di tutti quegli avvenimenti e fatti politici e sociali che hanno contraddistinto l’Italia  e anche l’Europa, dalla seconda metà dell’Ottocento fino alla seconda guerra mondiale.    Questo  viaggiare  ci  parla quindi di  molte piccole lotte e grandi battaglie, di poche vittorie e di  molte sconfitte.  Soprattutto delle sconfitte.  Quelle che hanno vissuto i  movimenti operai,  anarchici, rivoluzionari, socialisti, fascisti e partigiani.  Ci parla anche delle  vittorie. Vittorie che alla fine si rivelano anch’esse e non solo  per i perdenti, che esistono sempre dentro ogni storia, per quello che sono davvero.

Perché molte di quelle che sembrano vittorie della Storia durante il  proprio presente,  possono rappresentare  prima o poi anche esse solo altre sconfitte, nel  futuro di chi viene dopo di noi.

Questi libri ci  parlano di poche vittorie e  molte sconfitte, parlano di guerre e guerriglie, di combattimenti e di combattenti,  di alti ideali e  basse azioni, di speranze utopiche e impossibili come parlano di idee semplici, realizzate o realizzabili. Ci parlano delle  logiche politiche che muovono interi  mondi e visioni insieme agli   istinti sopiti delle maggioranze e delle minoranze dentro ogni popolo.  Logiche e istinti che sono individuali o collettivi.

E Valerio, in questa sua opera ce ne parla con lo stesso linguaggio immediato, diretto e semplice  con il quale ci parla anche del quotidiano di uomini e donne che fanno parte del nostro passato recente o più lontano, dei loro amarsi, odiarsi, delle loro illusioni, speranze, indifferenze, disillusioni e rancori.

Valerio ci  parla, anche e soprattutto, di un viaggio nei  luoghi della sua Emilia Romagna, toponimi e  luoghi di lotta che   diventano facilmente eponimi di qualsiasi nostro altro luogo, di qualsiasi altra nostra lotta.

 

In questi luoghi, distinti nel tempo ma senza tempo, di questi suoi ultimi tre romanzi anche quando  i  personaggi sono di totale fantasia diventano sempre PERSONE, persone  vere, tangibili e reali.

Persone che puoi arrivare ad amare o spesso, anche con maggior trasporto, riesci facilmente ad odiare.

E  tutti i FATTI della nostra storia in cui queste persone vengono chiamate ad agire, chiamati dalle proprie scelte o dal destino, muovono realtà che non ci sembrano mai frutto di  finzione narrativa.

Perché sono realtà che sono avvenimenti della vita reale di queste persone.   Diventano le storie vere di pochi o di molti uomini e donne. Storie che anche quando sono le più intricate e avvolte in  complesse dinamiche, una volta narrate da Valerio  si rivelano semplici, crude, vere e sincere.

Alla fine di questi romanzi del “Sole dell’Avvenire” NIENTE di quanto scrive Valerio Evangelisti ci appare FINZIONE VIRTUALE. Niente ci appare ideologico o intriso di retorica appartenenza. Niente ci sembra fare  banale dietrologia.  Perché questi romanzi,  in realtà,  romanzi non sono, ma  non sono nemmeno biografie.

Vi renderete conto che tutte queste storie che sembrano di fantasia hanno alle spalle una ricerca storica immane fatta su centinaia di fonti diverse, giornali e reperti audiovisivi della loro epoca e, conoscendo la meticolosa cura che l’autore mette sempre  in ogni argomento che affronta, state certi che troverete puntuale conferma storica della quasi totalità dei fatti che vi vengono narrati.

La scrittura di Valerio si conferma al meglio,  esplode e implode come  una miscela perfetta di  lunghi piano-sequenza alternati a primi piani e azioni che aprono colpi di scena.

E’ scrittura pregna di stile e sintassi,  prosa fatta di empatia soggettiva e descrizione oggettiva.  Il ritmo narrativo è sempre quello a cui lo scrittore ci ha abituato nel suo narrare di altri luoghi e tempi. Si tratti di Pirati a Cartagena, o di mondi fantastici nel futuro o del passato di una Santa inquisizione.

Ma in questi romanzi,  a differenza di altri precedenti dell’autore, non esistono più  incertezze o mezze misure.  Tutti i  personaggi, proprio tutti, anche i minori, al pari dei principali sono approfonditi e di spessore.  I migliori  come anche quelli che ci vengono descritti come i peggiori ci appaiono tutti,  comunque e  profondamente,  umani.  Intrisi dei loro dubbi e delle loro certezze, con le loro falsità e verità.  E forse anche per questo motivo siamo in grado di amarli e odiarli, contemporaneamente e insieme,  entrambi. Alla fine, vi renderete conto che riuscirete ad amarli  e odiarli tutti, questi mille personaggi di cui vi parla  Valerio.

I migliori e anche i peggiori. I buoni e i cattivi. Troverete molto del  buono e del cattivo di ognuno di noi in ognuno di loro. Proprio perché sono esseri UMANI. Come me e voi.

E queste persone che ameremo  e odieremo ci trascineranno nel loro fiume di storia e storie.  Che diventeranno le nostre.  Un fiume in piena fatto di molti affluenti, delle loro vite contemporanee che sono a noi lontane nel passato ma sentiamo comunque molto vicine. Sempre più vicine al nostro presente.

 

Tutto ci trascinerà  in questa corrente del fiume narrativo che si snoda come una perfetta sceneggiatura  filmica.  Una cosa  che sembra scritta a molte mani da gente come Stanley Kubrick ed Elio Petri insieme a Lars Von Trier,  Tarantino e Peckinpah.  Tutti insieme, i migliori registi e scrittori, non arriverebbero forse a scrivere come Valerio riesce a fare. Scrivere di tutto il passato per il presente. In un modo dove tutto è congegnato per farci appassionare, divertire, commuovere e anche incazzare.   Tutto concorre a  farci rivivere gli avvenimenti e conoscere in un modo lucido, vicino, profondo  e appassionante, come se fossero parte della nostra personale storia familiare,  persone, idee e azioni di quegli anni  lontani appartenuti ai nostri anziani.

Tutto sembra concorrere a farci raggiungere  quel grado diverso di consapevolezza e conoscenza della nostra storia, anche di quella più recente.   Successiva al periodo in cui termina  la trilogia. Grado di consapevolezza che può renderci migliori, ma anche peggiori di quello che siamo.

Perché adesso  che Valerio è riuscito a farci guardare la nostra storia con occhi diversi, adesso, finalmente SAPPIAMO DOVE ci troviamo e anche COME ci siamo giunti.

Ecco credo che, Valerio, proprio per questo suo modo naturale di farci conoscere e sapere come siamo giunti fin dove siamo oggi, si confermi appieno come un grande, grandissimo scrittore del proprio tempo.

Forse l’unico altro  romanziere italiano degno di questo nome oltre  ad Antonio  Moresco che, guarda caso, è anche un suo amico.   Almeno secondo la mia personalissima opinione,

E questi 3 libri sono il suo capolavoro.   Le  idee che esprime sulla nostra storia le ho trovate in linea con molte delle cose che personalmente penso e credo che parecchi fra noi pensino.  Le si pensa in tanti anche senza avere il coraggio di dirle o dirsele le stesse cose.

Quindi  questo libro è anche un’azione di immenso coraggio di fronte a tanta ipocrisia che pervade il mondo delle tante, intelligenze culturali di cui ci circondiamo in questa nostra Italia da operetta.

Dovreste leggerla anche voi questa storia di storie, che sembrano lontane da noi o fuori dal tempo ma invece sono intrise e permeata del nostro sentire e del nostro tempo.  Storia di storie  che Valerio ha pensato fossero tutte importanti e necessarie. Anche quelle minori.   Come gesto importante e necessario ma anche coraggioso mi sembra soprattutto quest’ultimo libro fra tutti e tre.

 

Un  gesto coraggioso  e controcorrente che  scava nell’inizio dello scorso secolo parlando senza mezze misure e mezzi termini di  Fascismo, di Socialismo e Comunismo,  delle idee e delle persone che hanno ipotizzato, vissuto e sono morte anche per alcune di quelle  rivoluzioni  che se  hanno contribuito a scrivere  la Storia dell’Italia NON hanno forse costruito e nemmeno sperato  l’Italia contemporanea dove purtroppo siamo costretti a vivere oggi.  

Credo che, con tali premesse, Valerio sia oggi l’unica persona che oggi rimane in grado di scrivere e descrivere, allo stesso modo, anche la nostra storia ancora più recente. Quella dell’altro ieri.

Quella dei nostri ultimi e recenti  anni settanta e ottanta ad esempio.  Fatta di altrettante sperate, tentate, mancate e anche forse inutili, rivoluzioni.

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail