IL TRAP VIETATO AI MINORI

DIALOGHI IMPROPONIBILI: VM 18 EDITION

Per questa puntata degli ormai famigerati dialoghi, tratteremo il tema giovani, soldi e sesso. Non emozionatevi (e non mettete mano al portafoglio), buona lettura:

1) Intervistando G, ragazza di 18 anni

Io: “Cosa ne pensi del fenomeno delle unitro*e?” (Nota: le universitarie che si prostituiscono occasionalmente per pagarsi l’università)
G: “Che fanno bene. Fanno un’investimento per il futuro, poi finita l’università avranno un bello stipendio”
Io: “E cosa pensi dei loro clienti?”

G: “Che sono tipo dei finanziatori. Gli pagano gli studi e in cambio hanno il loro ritorno”.


 

2) Parlando con P, ragazzo di 20 anni

Io: “Hai visto che Z sta provando a fare l’influencer da un anno? Ma non ingrana, sta sempre sotto i 300 like”

P: “Perché non riesci a segarti con le sue foto. Cioè l’influencer deve fare una cosa sola: mettere il culo perché uno ci si seghi. Lei manco quello”

3) Parlando con K, 24enne italo-etiope

Io: “Hai visto che R ha vinto il concorso di bellezza di Z? Dici che si può contattare come modella ospite per una serata al locale?
K: “Chi, quella nera? Ma tutte le nere sono modelle ormai.”
Io: “Sì, ma qualcuna immagino lo farà di lavoro oltre ad avercelo scritto nella bio di Instagram”

K: “Macchè lavoro. A voi bianchi basta che una nera con bel culo faccia una stories mentre twerka e pensate sia una modella. C’avete dei problemi col sesso”.


 

4) Con Q, studentessa 23enne

Q: “Ad una mia amica hanno proposto di fare una diretta su Twitch (Nota: una piattaforma simile a Youtube dove si caricano dirette di videogiochi) mentre gioca a Fallout 4 con le tette fuori. L’ha fatta e ha preso 2 k”
Io: “Ah. E tu la faresti?”
Q: “Mi vergogno. Non sono brava a giocare, poi mi prenderebbero per il culo. Magari con una maschera da elfo”
Io: “Cioè non ti vergogni a fare una diretta nuda?”

Q: “Ma sei deficiente? Perché su Instagram che faccio? E lo faccio gratis, nessuno ti paga lì. Qui invece c’è gente che tira fuori cash come non ci fosse un domani”

Io: “Ah”


Federico Leo Renzi

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