Il trivaccinato!

Grazie all’esecutivo abbiamo scoperto l’esistenza di un nuovo essere mitologico: il trivaccinato.
Un animale che in piena pandemia si muove senza tamponarsi, se entra in contatto con un positivo non fa quarantena, se prende il covid al massimo ne salta fuori un raffreddore.
E all’orizzonte si profila già la sua evoluzione, il quadrivacinato:
un tank che abbatte il covid a forza di anticorpi, l’uomo nuovo forgiato dalla pandemia a cui i virus si prostrano reverenti, come di fronte a Dio.
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Sta destando una certa perplessità fra alcuni provax la misura di eliminazione della quarantena per i vaccinati con tre dosi o con due dosi da meno di quattro mesi nel caso entrassero in contatto con un positivo, unita alla riduzione a 7 giorni della quarantena nel caso risultassero positivi per le stesse categorie.
Tali regole sono espressamente formulate in base alle esigenze produttive e non sanitarie, come ribadito da tutti i quotidiani e dallo stesso CTS:
non esiste alcuna pezza giustificativa a livello epidemiologico per tali norme, che si rendono necessarie perché a causa del rapido espandersi dei contagi 1/6 della popolazione italiana (in larga parte impegnata nella produzione) potrebbe finire in quarantena, con danni economici enormi.
Del resto questi mutamenti di regolamento servono a sanare un’ingiustizia sociale evidente:
solo i dipendenti pubblici hanno la quarantena fiduciaria retribuita, mentre quelli del settore privato sono stati privati dall’INPS dalla copertura finanziaria con una semplice circolare.
Mentre partite IVA, false partita IVA, lavoratori a provvigione, lavoratori a chiamata, bottegai, ecc non hanno ricevuto alcuna forma di aiuto o welfare, pagandosi di tasca propria tanto la malattia quanto la quarantena fiduciaria, con i risultati che potete immaginare:
mancata segnalazione dei sintomi alle autorità sanitaria, omissione delle persone con cui si è stati a contatto stretto (una forma di bon ton condiviso questo fra gli autonomi), ecc.
Praticamente il governo ha sancito formalmente una situazione de facto:
non intendendo (e probabilmente non avendo) i soldi in cassa per mantenere le attuali norme di quarantena, le ha semplicemente modificate utilizzando la modifica per promuovere la terza dose/booster.
Questo ci riporta alla scelta dell’esecutivo di aver ideologicamente trasformato la sindemia (cioè una crisi che è nel contempo sanitaria, economica, psicologica, ecc) in un mero problema di politiche sanitarie: avendo eliminato per scelta ogni aiuto economico a metà dei lavoratori italiani, questi si sono arrangiati come hanno potuto, scegliendo la sopravvivenza economica alla collaborazione con l’autorità sanitaria per il contenimento della pandemia.
Non che la cosa fosse ignota all’esecutivo e al CTS: l’ideologia neoliberale che li guida teorizza in maniera esplicita il neodarwinismo economico.
Chi ha risparmi da parte, un buon giro d’affari, ecc sopravvive, chi arriva a pelo a fine mese o chi era già in difficoltà soccombe.
Quindi ai provax che si lamentano dell’attuale allargamento dei regolamenti basta ricordare questo:
credere che metà dei lavoratori italiani scelgano scientemente il suicidio economico per limitare le vostre possibilità di contagio, significa credere che metà della società italiana debba sacrificarsi per salvare l’altra metà che ha manifestato un evidente disprezzo nei suoi confronti.
Federico Leo Renzi
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