Il web abolisce il corpo!

Il fallimento di fin troppe conversazioni via web, che nel loro procedere assomigliano a due deliri paralleli destinati a non incontrarsi mai, ha come presupposto la soppressione del tatto: se durante il nostro monologo l’altro potesse semplicemente protendersi verso di noi ed afferrarci la mano o la spalla, noi potremmo accorgerci che non stiamo più parlando a lui o a lei, ma a noi stessi.

Il corpo non solo ci àncora al qui ed ora, ma ci costringe a stare con l’altro, a rivolgere verso di lui la nostra parola.

Il web, abolendo il corpo, toglie al nostro pensiero il terreno di comunione con l’altro, ci spinge a un monologo interiore in cui l’altro non è che la proiezione del nostro desiderio d’essere ascoltati e confermati nel nostro delir-io.

Federico Leo Renzi

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