In Giappone il manager peggiore allo Stato!

Solo io invoco l’abolizione del ministero della cultura per vedere le bestioline pasoliniane che popolano i musei di Stato estinguersi?

Una mandria di pavidi ex leccaculisti dell’ultima ora, femministe inacidite da anni estenuanti in cui cercavano finanziamenti europei, bandi, sponsor; vecchi froci isterici e cotonati che hanno spammato i loro CV dal Louvre alla Pinacoteca di Stornarella, borghesucce noiose e cretine come i fagiani a luglio, dandies smunti, ex dottorandi pederasti, parvenu con le Hogan, pensionati annoiati ecc. ma sempre tutti armati di lucido per scarpe, come ai vecchi tempi del compitino, dell’esamino, del lavoretto.

Il lucido come arma invincibile, non sia mai possa servire.

All’improvviso può sempre arrivare un nuovo direttore, un nuovo manager, un nuovo docente.

In Giappone come in Italia i peggiori se li prende lo Stato.


Uno stipendio da fame (e nemmeno garantito al 100%), un selfie con Sgarbi, un vernissage con l’artista e – dall’alto del loro nulla – ti trattano con sufficienza tirandosela manco fossero i nuovi Clement Greenberg o le nuove Peggy Guggenheim.
Urge un azione marinettiana con stukas e detonazioni spettacolari in tutti gli obitori dove queste remore tendono ad annidarsi.

Martino Cappai

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