Ingenui, carrieristi e leccapiedi.

Ingenui, carrieristi e leccapiedi.

Il non insigne storico Aldo Giannuli ha annunciato che lascia il M5S di Di Maio.

Il M5S sarebbe una scatola vuota, una maschera di maschere. Peccato che negli ultimi anni Giannuli si sia specializzato in appassionate apologie di Grillo (chiamato familiarmente Beppe) e del geniale G. Casaleggio.

Si vede che Di Maio, uomo che notoriamente se ne sbatte della cultura, non aveva più bisogno di consulenti.

I quali, invece – aspiranti o in servizio che siano -, si sono affrettati a partecipare alla kermesse di Casaleggio (Davide, il cui curriculum consiste esclusivamente nell’essere figlio di suo padre).

Troviamo giornalisti che ogni sera infestano la Sette (A. Scanzi), trasformisti di lungo corso, capaci di lavorare indifferentemente per Gad Lerner, Belpietro, Mediaset ecc. (come il conduttore G. Nuzzi, condannato tra l’altro per calunnia: onestà, onestà, onestà…), il sociologo del fancazzismo D. De Masi, pseudo-filosofi marx-leghisti (D. Fusaro) e una spruzzata di informatici.

Nonché, imprenditori semi-sconosciuti pronti a saltare sul carro del vincitore.

Stavo per dimenticare l’ex-ministro renziano M. Bray, già direttore della rivista dalemiana “Italianieuropei” e organizzatore dell’evento “Notte della taranta”-


Che c’entri in questa pittoresca e nobile compagnia un artista come Moni Ovadia mi è incomprensibile. Ovadia aveva già sponsorizzato “Potere al popolo”.

Che ci fa con Casaleggio e di Maio?

A meno che non ci sia andato per gettare un ponte tra “sinistra “ e “grillini”.

In tal caso forse qualcuno gli dovrebbe spiegare l’ostilità grillina (in nome della “certezza della pena”) alla moderatissima riforma delle carceri, l’astensione su qualsiasi allargamento dei diritti civil), l’inclinazione per Salvini, il razzismo dichiarato di Grillo (“difendere i scari confini della patria”) e quello ipocrita e impiegatizio di Di Maio (“Prima gli italiani!”) ecc. ecc.
Io non so se Ovadia ci ripenserà tra qualche tempo, come è probabile.

Ma se lo farà si troverà in compagnia di Giannuli, il tardivo pentito del grillismo…

Alessandro Dal Lago

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