INPS INVALIDITA’ E DINTORNI

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INVALIDITA’ E DINTORNI

A volte la vocina del buonsenso ti sussurra “aspetta, magari quando ne saprai di più cambi idea”.

E’ un modo di porsi ragionevole, da persona che ne ha viste tante e sa che anche le parole possono fare molto male.
Purtroppo, comunque la giri, questa volta credo proprio che sarebbe tempo perso.
Mi riferisco al “premio di produzione” garantito da marzo, dall’INPS, ai medici che provvederanno a privare dei diritti la parte della popolazione invalida negandone l’invalidità, o rendendola “meno grave”.
Si parla di un’indicazione di marzo, ricevuta e letta dai medici delle commissioni INPS più o meno in quella data.

Strano, davvero strano che la buriana moralmente sanzionatoria si scateni solo ad ottobre.
Si vuol dire che l’Ordine dei Medici ne è venuto a conoscenza solo ora? Nessun medico destinatario dell’indicazione ha sentito la necessità di segnalarlo all’Ordine? Mi è permesso dire che è assolutamente inverosimile?
Allora?

Mi sono rotto le balle di sentire la novella del giuramento d’Ippocrate recitata ogni volta che la mano nella marmellata diventa fortunosamente visibile.


Sì, anche perché, senza per questo voler condannare senza processo anche i professionisti seri, mi sento di chiedere se è ancora possibile assumere come verità rivelata ogni presa di posizione dell’Ordine dei Medici inerente gli obblighi sanitari dei cittadini.
Ma questa è solo una parte del problema, l’altra parte è la credibilità dei politici che assumono come verità scientifica ogni belato dell’Ordine summenzionato, o di singoli esponenti della classe medica, allo scopo di imporre scelte che a questo punto è lecito chiedersi se non siano maturate nei consigli d’amministrazione delle case farmaceutiche.
E poi, dal momento che ho rotto gli argini mi pongo questa domanda: l’amministrazione dell’INPS, parlo di Boeri, ma parlo anche dell’intero staff dirigente, può continuare imperterrita la sua gestione dopo aver effettuato una scelta che, non riesco a vedere in modo diverso che illegale?

Possono i medici che hanno accettato supinamente, senza denunciare le indicazioni fraudolente, continuare ad esercitare la professione?


So anch’io che ci sono falsi invalidi, ma se si vogliono scoprire in questo modo come mai non ne va mai di mezzo chi ha accertato l’invalidità?

Se una commissione accerta un’invalidità fasulla e un’altra la smaschera, il falso invalido deve finire nelle mani della Magistratura assieme a chi ne ha certificato l’invalidità, o no?


Quand’è che la finiamo di farci prendere in giro?

G Angelo Billia

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