Intervista a Antonio Diana

 
Quando e come nasce il tuo percorso artistico e letterario?
Il mio percorso artistico e letterario nasce quasi contemporaneamente nell’anno 1973, percependo una voce interiore che mi esortava a farlo.
Inizialmente per hobby sia per la scrittura di poesie e di un breve racconto, sia per la pittura.
Nel 1973 con uno dei miei primi quadri partecipai al concorso che si svolse nella Reggia di Caserta e fui uno dei vincitori.
Nel 1986 dopo varie esperienze vissute decisi di fare il pittore a tempo pieno, mentre la scrittura fu quasi abbandonata in quanto dipingevo dalla mattina fino a tarda sera poiché i miei lavori erano molto apprezzati.
Nell’anno 2012 il primo settembre cominciai a scrivere il libro – IO, DIO, SATANA E I SENZA NOME – la fine del mondo, aspettando il giudizio finale – la mia storia vera, ma incredibile, che consiglio a tutti di leggere.
Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?
In generale la vita con tutte le sue sfaccettature, non ci sono state persone che mi hanno invogliato, – Io dico nel libro DIO – l’Arte mi piace tutta se fatta bene e non somigliante – Gli Artisti non hanno influenzato il mio lavoro in quanto dal primo momento non ho voluto né seguire una scuola, né nessun pittore, creare il mio modo di dipingere, che può e non può piacere.
 
Cosa cerchi attraverso l’arte e la letteratura?
Per quanto riguarda la pittura, fare in modo che lo spettatore vede e si interroga per poi comunicare con gli altri, specialmente oggi che tutto e diventato meccanico.
La scrittura, e particolarmente il libro – IO, DIO, SATANA E I SENZA NOME – la fine del mondo, aspettando il giudizio finale – riuscire a dare un messaggio molto importante per l’umanità, per chi crede e non crede nella Divinità, e a cosa andiamo incontro nel prossimo futuro.
C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?
Certo – il libro – IO, DIO, SATANA E I SENZA NOME – la fine del mondo, aspettando il giudizio finale – e come una bomba che scoppia in un cielo sereno.
I quadri una volta visionati parlano da soli, potrei solo rispondere a qualche domanda che mi verrebbe fatta.
Qual’è il tuo rapporto con il mercato e con l’editoria?
 …………………. tanti puntini.
Cosa consiglieresti ad un artista o scrittore che vorrebbe vivere di queste arti?
Prima deve essere un sognatore poi fare un sogno con tanti sacrifici, avere costanza e tanta bravura.
La fortuna non deve mancare per far si che capitano le persone giuste perché fuori è una giungla umana.
Inventarsi e inventare cose nuove perché il mondo dell’Arte è saturo.
 
Francesco Cogoni.
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather