Intervista a Carlo Sain

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Dalla fine degli anni ’70 all’incirca…

Da quando ho incominciato a dipingere per poi continuare quasi sempre a dipingere.

Ho sempre disegnato e dipinto fin dall’infanzia, ma per iniziare un percorso ho dovuto aspettare l’esplosione della mia generazione negli anni ’80… insieme ad altri artisti.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Anch’io come tanti sono autodidatta, ma anche figlio d’arte, i miei genitori erano artisti.

Non mi hanno mai obbligato di andare a lavorare, ma spinto a cercare la mia strada e il mio percorso e di essere me stesso.

Ho lasciato il mondo della Pubblicità a Milano, dove mi ero impiegato come grafico pubblicitario per venire a vivere a Firenze e in Toscana all’età di 19 anni per trovare più vita in una terra che amo e rispetto e dove ho conosciuto tantissima bellissima gente e non solo nell’ambiente artistico.

Un’episodio che mi viene in mente potrebbe essere questo: dopo un’infortunio in un campeggio nell’Argentario (Grosseto) l’autoambulanza mi porta al pronto soccorso e il medico di turno che mi curò era anche un pittore di Orbetello.

Gli feci vedere delle foto delle mie opere e il medico mi organizzò poi una mostra a Orbetello (Grosseto).

Ci sono moltissimi altri episodi popolari come questi.

Che cosa cerchi attraverso l’arte?

Se è vero che l’attività artistica si esprime sempre attraverso la ricerca, alla fine le migliori soluzioni si trovano, spesso solo nel lavoro.

Cerco sempre un’espressione libera, sono autodidatta ma non amo l’avanguardia.

L’avanguardia è come la rivoluzione, tutto ritorna come prima.

Ho uno spirito libero.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Difficile parlare in modo particolare di qualcosa, sono momenti diversi, mi piacerebbe forse fare un’esperienza di lavoro oltre l’oceano in qualche paese asiatico, in Oriente.

Finora a parte in Europa, sono stato solo a New York.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Difficile e precario, come per la maggior parte degli artisti che vivono in Toscana.

La Toscana è dura.

Ho sempre pensato che per trovare un rapporto con il mercato, se prima dovevi andare a Milano o a Roma ora dovresti andare a vivere e lavorare a New York, Londra o a Berlino… ma ormai sono troppo avanti con gli anni, ma spero ancora di trovare delle opportunità rimanendo a Firenze.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Di essere sempre se stesso e di costruirsi una rendita e di promuoversi o di trovare un buon lavoro, che ti dia il tempo di auto promuoversi, evitando il ricatto di mercanti e del mercanteggio, che sono la cosa peggiore.

Di comprendere che il modo dell’arte è un labirinto e che solo i collezionisti ti possono sostenere e appoggiare.

Di rimanere sempre sognatori, ma anche di essere concreti per affrontare le cose pratiche della vita e di non essere troppo depressi e avere sempre buoni amici, che sono la cosa più importante!

Mail: carlosain@libero.it e carlosain071@gmail.com

Profilo facebook: https://www.facebook.com/carlo.sain?fref=ts

Francesco Cogoni.

Please follow and like us:
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather