Intervista a Claudia Pellegrini

  
Quando e come nasce il tuo percorso artistico?
Sono nata nel 1970, sono autodidatta e praticamente il mio percorso creativo è nato con me.
Ero una bambina dalla fantasia accesissima e molto creativa…
Inventavo storie, scrivevo versi, disegnavo tanto e costruivo piccoli ambienti con cartoni, colla, pezzi di ombrelli, scotch, elastici e ogni cosa, per poi entrarci dentro e sperimentare emozioni bellissime.
Da mio padre ho ereditato una ottima manualità e una grande capacità creativa.
Crescendo, questi miei due talenti (accesa fantasia ed elevata manualità) maturarono con me e iniziai a sperimentare materiali diversi.
Il desiderio di toccare con mano la terza dimensione dei miei disegni (generalmente eseguiti in bianco e nero a matita o a penna), mi portò a modellare l’argilla, seguendo le brevi indicazioni di un manualetto acquistato in un negozio di belle arti.
La mia prima opera di terracotta, “Donna Somala” (1994), rivelò che anche la scultura era per me un ottimo canale espressivo.
Poi, alla fine degli anni ’90, mi iniziai ad appassionare alla Pittura.
Faceva molto caldo quell’agosto del 1998 a Firenze dove vivevo, e mi mancava moltissimo il mare di Ancona.
Sotto casa c’era un negozio di vernici… comprai una tela, un barattolo di acquaragia, 3 pennelli, e 3 colori ad olio (Blu di Prussia, Bianco e Nero) e dipinsi qualcosa che mi ricordava la freschezza del mare.
“Armonia”, il mio primo dipinto, nello stesso anno partecipò alla “V Mostra Concorso di Pittura” di Ponte agli Stolli (FI).
In tale sede, pur non essendo in gara (perché non in vendita), il dipinto riscosse molti consensi, al punto che Giuria Popolare mi assegnò il secondo premio, ed una visitatrice della mostra mi commissionò una copia del quadro. Fu così che iniziai ad esibire tele e sculture, in varie mostre locali in Ancona.
Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?
Dal punto di vista della delle arti visive, sono sempre stata affascinata dai grandissimi del passato.
Mi incantano la luce dei dipinti del Caravaggio, il marmo lavorato come burro di Michelangelo, e gli studi di anatomia e di ingegneria di Leonardo da Vinci.
Questi tre grandi sono stati i miei ‘maestri’.
Ma più di essi, è stato il Reame Naturale che ci circonda, la mia scuola migliore… amo osservare con attenzione aspetti e dettagli della natura, da cui prendo continuamente spunto.
In essi scopro delle leggi intrinseche che mi toccano le corde dell’Armonia… Esistono delle regole molto precise che portano al “Bello” anche se molti non lo vogliono ammettere…
A tal proposito ho scritto un brevissimo trattato sul mio concetto di Arte, visibile sul mio sito on-line e che invito a leggere.
Dal punto di vista letterario, si può dire che un poeta cantautore sia entrato nel mio DNA quando avevo 2-3 anni.
Infatti, all’inizio degli anni ’70 mio padre ascoltava tutti i giorni le canzoni di Fabrizio De’ André.
Così, fin da molto piccola, pur non capendone le parole, la poesia, i suoni evocativi e la metrica del poeta entrarono nel mio cuore… e dal punto di vista letterario ebbero una influenza profondissima nelle poesie che scrissi da adulta.
Cosa cerchi attraverso l’arte?
L’unico obiettivo della mia Arte è perseguire l’Armonia, che di fatto ricerco da sempre in maniera instancabile.
Ricerco il “Bello Oggettivo”, come quello di un tramonto, o di un’alba… che piace a tutti e che non stanca mai.
La mia Arte è sganciata dalle mode del momento, perché perseguo l’eterno che scorgo in natura.
Quando una mia opera incontra i gusti degli osservatori più disparati, indipendentemente dal loro retaggio culturale, significa che ho raggiunto il mio scopo, e la gioia che l’opera trasmette a me, si amplifica.
Ne è un esempio il mio primo dipinto “Armonia”, realizzato più di 20 anni fa e tutt’ora ammiratissimo, e che custodisco gelosamente.
C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?
Si… si tratta proprio del mio concetto di Arte, pubblicato nel mio sito.
Ne riporto giusto un estratto, che bene riassume il mio punto di vista: “L’uomo non ha creato l’Arte Visiva.
L’Arte esisteva già.
L’uomo l’ha solo scoperta, ammirata, alcune volte venerata, ma sempre emulata.
L’Arte vera ha a che fare con la POETICA e con l’ARMONIA, trasmettendo un messaggio in silenzio, comunicando sentimenti direttamente al cuore.
Inoltre, l’Arte vera è anche LOGICA e INTELLIGENTE.
Più un’opera si allontana da questi requisiti, evidenti in natura, meno si può parlare di Arte.
Senza la POETICA, l’Arte diventa TECNICA.
Senza l’ ARMONIA, l’Arte diventa BRUTTA. Senza la LOGICA, l’Arte diventa SUPERFICIALE.
Senza l’INTELLIGENZA, l’Arte diventa NOIA.
Se mancano tutte, l’Arte si abbassa a scevra COMUNICAZIONE.
Oggi, tutto è capovolto… crisi dei valori e crisi del concetto di Arte, declassata a semplice COMUNICAZIONE…
Oggi, nella maggioranza dei casi, un’opera vale in base a chi ne è l’autore… e spesso l’autore, consapevole di questo, se ne approfitta realizzando opere che, se fossero state fatte da altri, sarebbero poco più che carta straccia.
Qual’è il tuo rapporto con il mercato?
Il mio rapporto col mercato è un vero problema.
Non ho doti commerciali e né di marketing e non amo per niente le pubbliche relazioni.
Inoltre non possiedo il capitale necessario per mettere in moto una macchina commerciale che più che di “valore estetico di un’opera” si occupa della “quotazione dell’artista” secondo criteri che poco hanno a che fare con il reale valore della sua arte.
Finché la “Merda d’artista” verrà battuta all’asta e, per di più, per 275.000 euro, ho forti dubbi che la mia produzione riuscirà ad avere un posto significativo sul mercato.
Al momento lavoro più che altro su commissione.
Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?
Personalmente, fino ad ora ho conosciuto pochissimi artisti che riescono a vivere di arte soltanto… artisti che si sono affermati anni fa, quando l’economia era migliore.
A questo artista consiglierei in primis di trovarsi un lavoro per mantenersi, continuando parimenti a produrre opere d’arte, a partecipare ad eventi artistici anche in rete, ad estendere la sua rete di conoscenze di personaggi noti nel campo dell’arte…
Tuttavia rimango scettica sulla reale possibilità di vivere d’arte, per una persona comune.
Francesco Cogoni.
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