Intervista a Elena De Simone

 
Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Guardando indietro nel tempo l’immagine che mi appare davanti agli occhi e di me bambina, di poco più di 7 anni, in piedi vicino al tavolo dove affianco vi era seduto mio padre con lo sguardo rivolto al disegno che avevo appena terminato di un cavallo, reggeva leggermente sollevato il foglio con una mano e con l’altra indicava i punti da correggere, probabilmente è stato proprio comprendere l’errore che mi ha fatto sentire come fosse emozionante riprovarci.
Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?

Tutto ciò che cattura la mia attenzione in qualche modo influenza e trasforma quello che faccio, cerco di cogliere dal circostante più informazioni possibili con la speranza di una crescita, non ho punti di riferimento specifici anche perché credo che tutto quello che siamo e che dimostriamo è la conseguenza  di ciò che accettiamo dagli insegnamenti.
Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?

Attraverso l’arte mi piacerebbe raggiungere tutti con semplicità e lasciare libera interpretazione un po’ quello che fa la poesia, trasmettere emozioni che pervadono la propria anima in modo da produrne delle altre a chi osserva, uno scambio di emozioni, insomma, una sorta di unione, una simbiosi.
 
C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

“Il buio nasconde la luce, l’uno ha bisogno dell’ altro per (r)esistere.
L’ uomo le possiede, non le governa, tende al buio tralasciando la compagna luce e spera in rifugi più sicuri, nell’ombra.
La luce è più forte ma a gli occhi dell’ uomo risulta debole, irreale, difficile”.
Questo pensiero fa parte del mio percorso artistico, sono due forze che camminano con  me e mi accompagnano.
Qual è il tuo rapporto con il mercato?
È una domanda molto particolare alla quale si rischia di perdersi e non uscirne ,nel momento in cui realizzo qualcosa non penso alla complessità che c’è dietro al sistema spesso poco chiaro nelle scelte, sia di chi propone, che di chi accetta la proposta, dal mio punto di vista l’arte ed il mercato viaggiano su due binari paralleli e difficilmente si incontrano.
Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?
Penso che capire la forma d’arte che più ci rappresenta e potersi esprimere  è il primo passo per gustare il piacere di sentirsi liberi, ovviamente dare o ricevere un consiglio vorrebbe dire ascoltare con fiducia un’opinione personale in base alle proprie esperienze ,in merito a questo credo che andare alla ricerca di  qualcuno che sappia rispondere a questa domanda è un buon inizio.
Francesco Cogoni.
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