Intervista a Emilio Facchini

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Ho cominciato da piccolo, mia madre era professoressa di educazione artistica e mi ha trasmesso l’amore per l’arte, ed essendo un bambino piuttosto timido ho imparato presto che la parola non è sempre la forma migliore di comunicazione.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Da ragazzo ero innamorato di Egon Schiele, poi crescendo ho incontrato le opere del Maestro Pietro Annigoni e da quel punto è cominciato un lungo percorso di studio e ricerca, svolto in “bottega” presso allievi di Annigoni, come Luigi Falai e Ferruccio Mataresi.

Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?

Cerco di capire l’uomo e la sua esistenza passando dalla psicologia alla preghiera, a volte capisco un quadro solo dopo averlo finito, è l’opera che mi mostra il suo significato, io non faccio altro che seguire il mio Istinto.

C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

La mia pittura è un percorso che inizia dalla tavola nuda e continua, passo dopo passo, dalla stesura della tela fino alle ultime velature di colore, lasciando il tempo alla mia mente di vagare e ascoltare quello che la mia anima mi suggerisce. Riconosco anche un valore alla tecnica, la vedo come un vocabolario che mi aiuta a dare forma a immagini impalpabili e difficili da esprimere.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Mercanti, critici e i collezionisti fanno il buono e cattivo tempo e l’arte ne subisce il degrado.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Non smettere mai di studiare, dimenticare cosa ha studiato e essere sempre sincero con se stesso sia nelle conquiste come nelle sconfitte.

sito: www.emiliofacchini.com
mail: emilio.facchini34@gmail.com
you tube: https://www.youtube.com/channel/UCmYED1TmhnCQFtu1OeX4hwg

Francesco Cogoni.

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