Intervista a Franco Donaggio

METARITRATTI, donna che pensa, anno1995
METARITRATTI, donna che pensa, anno1995

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Ho iniziato con la fotografia per curiosità all’età di 14 anni.
Già da giovanissimo vedevo la fotocamera come uno strumento magico, registrare una porzione di realtà era per me una novità entusiasmante che alimentava e liberava al contempo il mio potenziale espressivo.

Allora (parlo degli anni settanta), comprai un’importante collana sulla fotografia, e rimasi colpito per l’originalità delle immagini di Hiro, Hideki Fujii, Penn, Avedon, Newton, Haas.

Dalla visione di quelle eleganti immagini riuscivo ad assorbirne in profondità i contenuti estetici e immaginifici allo stesso modo della pianta con il suo processo di fotosintesi. Tutto ciò e molto altro fu l’origine di un lungo cammino che ora mi porta qui.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

I miei grandi Maestri sono molti, hanno operato nella musica nella poesia, nell’architettura la pittura e la fotografia, a proposito di fotografia potrei citare colossi come Man Ray, Frantisek Dritikol, Mario Giacomelli, Luigi Veronesi.

Non ho bisogno di grandi racconti per percepire la grandezza di un’anima creativa, i grandi Maestri mi guidano nel cammino da sempre perché il loro insegnamento ormai colora ogni santo giorno le fondamenta del mio lavoro.

Ma dalle fondamenta verso l’alto si erge la mia ricerca, e il colore del cielo lo decido io accettando il rischio della mia originalità.

STAZIONE, #2, anno 1996
STAZIONE, #2, anno 1996

Cosa cerchi in arte?

Cerco le mie profondità, la parte mentale di me stesso in ombra alla quale non riesco a dare un volto.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

La mia ricerca arriva da lontano, cominciai negli anni novanta a intraprendere la strada della fine art photography nelle ore di sosta tra campagne pubblicitarie e servizi di moda, in quel tempo lavoravo molto nella fotografia pubblicitaria.

Con il primo progetto d’arte “Metaritratti” composto da 26 opere vinsi l’importante premio italiano “ Kodak Gold Award” per il ritratto creativo e con lo stesso lavoro iniziai un lungo e prospero rapporto di collaborazione per la vendita con la prestigiosa galleria “Joel Soroka Gallery” di Aspen.

Le mie atmosfere si manifestano nel lavoro con un processo involontario e quasi istintivo, questo mio modus operandi è un’intima necessità che arriva prima della volontà.

Esiste la visione fisica delle cose e quella mentale dell’artista, il mio lavoro fin dalle sue origini è visione mentale, o meglio un progetto estetico che trae il suo respiro nella realtà, ma si alimenta d’altro.

PRIMA DEL GIORNO, #34, anno 2009
PRIMA DEL GIORNO, #34, anno 2009

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Definirei mio rapporto con il mercato con un atteggiamento pragmatico, potrei far parte del gioco senza “subirlo” nella spontaneità del mio lavoro, solamente con questi presupposti mi è possibile operare.

Purtroppo tutti siamo abituati all’idea che il mercato possa decretare o meno il tuo successo, ma quale successo? Quello acclamato da una lobby di potere o l’altra di un cuore pieno dell’entusiasmo di conquista che al tuo coricarti per la notte ti porta a sognare una vita che già vivi intensamente? Dicono spesso che la realtà stia nel mezzo…
Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Sarebbe come illudere un ippopotamo a volare: bisogna prima farsi crescere le ali! Poi comincia la vera avventura.

GLI SPAZI DI MORFEO, la femme Parisienne, anno 2013
GLI SPAZI DI MORFEO, Riavvio, anno 2013

 

 

Sito: http://www.donaggioart.it/

Francesco Cogoni.