Intervista a Luigi Profeta

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico, nasce nel 2004, quando mi presentai al pubblico con una mostra personale, dietro la spinta del Maestro Alfonso Madaluni, un artista di Castellamare di Stabia.

In quel periodo, avevo con mia moglie un piccolo laboratorio di maglieria, e il Maestro Madaluni, veniva da noi a farsi fare maglioni su misura.

Un giorno vide appeso alla parete del nostro laboratorio, un piccolo quadretto che avevo da poco dipinto, e mi chiese se ne avevo altri.

In quel periodo, avevo già deciso di fare una mostra, ma non avevo il coraggio, in quanto le mie opere sono per me catartiche e frutto di meditazione e ricerca in me stesso.

Quindi per me era come appendere al muro me stesso nudo.

Lo invitai a casa mia e rimase colpito da un’opera, tanto che mi consigliò il titolo: “Visione tra le tenebre”.

E così fu.

Quell’opera la intitolai così e fu la prima che vendetti.

In quell’occasione esposi 30 opere e 22 furono vendute, fu per me un sogno che si realizzava ad occhi aperti, e così cominciò la mia avventura nel mondo dell’arte.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Non vi è dubbio che il Maestro Alfonso Madaluni, riconobbe in me qualcosa, e fu per me la spinta iniziale.

Durante la mia prima esposizione, incontrai il Maestro Mimmo Paradiso – Madjso, e il critico Giorgio Falossi che vennero a visitare la mia mostra.

In quell’occasione il dott. Falossi scrisse una bellissima frase sul libro delle firme, che ancora custodisco con cura.

La frase è questa: “Profeta artista dal cammino difficile e per questo toccante, nei colori, nelle vibrazioni, nel fare arte.”

Nel corso degli anni, ho incontrato ancora il Dott. Falossi e in qualche occasione ha scritto per me anche delle critiche importanti.

Con il Maestro Mimmo Paradiso – Madjso, c’è ancora oggi una bellissima amicizia che ci lega, anche in campo professionale.

Gli artisti che hanno influenzato il mio percorso artistico sono stati, per primo Vasilij Kandinskij, poi Pomodoro, Burri, Boccioni.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Per arte, io intendo una ricognizione a volo di gabbiano nei propri sentimenti, nei labirinti della mente, dove l’incontro tra conscio e inconscio, scatenano emozioni, ricordi, fantasie, e sogni.

Da qui nascono le mie opere, che per me sono catartiche e per questo possono incontrare il pensiero e le emozioni del fruitore, perché seppur diversi, gli animi umani, convergono nella stessa direzione.

Attraverso l’arte cerco di esprimere il mio pensiero e comunicarlo al mondo, ed è per questo che nel maggio del 2016 ho creato il “Movimento Psicoavanguardia” , dove tra i fondatori, c’è il Maestro Mimmo Paradiso – Madjso, che ha accettato di entrare nel mio movimento, per la stessa filosofia e concetto che abbiamo dell’arte.

Nei mesi tra marzo e aprile 2017, andremo a presentare il movimento a Parigi.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

La mia ricerca, volge appunto a ritrovare il vero senso dell’arte, e cioè la bellezza e il senso catartico che essa produce.

Stanco di assistere ad una prostituzione da parte di artisti, in cambio di denaro, il mio movimento è rivolto a chi sente il bisogno di ricercare in se stessi e quindi nell’animo umano, qui sentimenti di bellezza che ormai stanno cedendo il posto ad un’arte commerciale che nulla ha che fare con il senso puro di arte.

Oggi giorno assistiamo troppo spesso a santificazioni di artisti o pseudo tali, proprio in nome del denaro, che acceca e distrae dall’opera stessa, tanto che ormai è più importante l’artista che l’opera stessa.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Il rapporto che ho con il mercato artistico è strettamente legato a ciò che faccio, nel senso che in primis, le opere le faccio per me stesso, e quindi il fruitore o il compratore dei miei lavori, acquistando una mia opera, compra anche il mio vissuto, le mie sofferenze, le mie gioie, i miei esperimenti, la mia esperienza, e non solo un oggetto che abbellisca delle pareti bianche.

Hanno provato a contattarmi anche delle case d’asta e televisioni che fanno televendita, ma ho sempre rifiutato perché credo che il rapporto umano che c’è tra artista e compratore sia fondamentale per fare in modo che comprenda il mio pensiero.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Ad un artista che inizia e vuole vivere d’arte, direi semplicemente di provarci, ma con serietà dedizione e onestà, e che gli ostacoli che troverà nel suo cammino dovrà prenderli come crescita personale e arricchimento del proprio bagaglio esperienziale.

Di arte si può vivere, io lo faccio, certo è difficile e impegnativo, ma la gioia che ti da questo lavoro è impagabile, certo è che se sei un vero artista non puoi scendere mai a compromessi.

Ovviamente il “lavoro” di artista non lo cerchi, ma ti capita, ed è una croce che devi portare per tutta la vita, è un lavoro che non ti lascia mai un attimo di tregua, anche quando guardi alla finestra, in realtà stai lavorando alla prossima opera.

Almeno questo è quello che capita a me.

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Francesco Cogoni.

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