Intervista a Mimmo Domenico Di Caterino

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?
Il mio percorso artistico?
Nasce con la mia nascita, mio padre e mia madre si sono conosciuti all’Accademia di Belle Arti di Napoli, sono cresciuto tra gli artisti e con gli artisti, nessuna forzatura, naturalmente vita.
Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro ?
Ho anticorpi naturali ad influenze esterne, essendo cresciuto in un ambiente di artisti e con artisti il mio linguaggio e la mia ricerca sono stati sempre per me, un naturale strumento di affermazione e crescita di consapevolezza identitaria, più che gli artisti mi affascinano i processi e gli approcci all’arte, per cui posso citarti amici e compagni di percorso e formazione, al momento nell’isola trovo molto interessante il fenomeno commerciale Bob Marongiu e sento vicino l’approccio al gesto pittorico di Pastorello, m’interessa molto la Scultura sarda, perché sembra abbia una grammatica comunitaria anti individualista, da questo punto di vista Pinuccio Sciola mi sembra un Maestro dell’effimero che ha solo posto la firma su qualcosa che è patrimonio comunitario del sentire artistico isolano.
Cosa cerchi in arte?
Non cerco nulla, la vivo naturalmente, non faccio l’artista, vivo l’arte, serve a vivere e serve ad essere.
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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?
No, non riesco a frazionare il mio lavoro e la mia ricerca, diffida da chi pone l’accento su certi aspetti del suo lavoro, probabilmente sta piazzando, promuovendo o vendendo un lavoro.
Qual’è il tuo rapporto con il mercato?
Non ho un rapporto con nessun mercato che non sia il mio, il mercato della mia vita, le relazioni ed i rapporti li costruisco con gli artisti, mia moglie Barbara Ardau è un’artista.
Quando arte è vita, il mercato è la tua natura, la tua natura è la tua vita, la tua vita è il tuo mercato.
Provo molta tristezza per quegli artisti che nel nome di una ricerca di mercato si affidano a terzi per piazzare un prodotto e non hanno nessuno con cui confrontarsi sulle problematiche della propria arte che altro non sono che presa di coscienza delle proprie problematiche di vita…
Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?
Trovo ridicola la domanda, un artista che vuole vivere d’arte non è un artista, tenta di farlo, un artista vive naturalmente d’arte e con l’arte.
Prova a chiedere ad un bravo cuoco se vive con la sua cucina, ci vive e prima di tutto è in grado di sfamare se stesso calibrando il suo talento sul suo portafoglio.
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Francesco Cogoni. 
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