Intervista a Raimondo Galante

Quando e come nasce la tua passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura nasce insieme all’evento della mia stessa nascita.

Scrivere, infatti, è stato lo strumento principe con il quale io ho sempre espresso e trasmesso all’esterno proprio come un’onda energetica d’urto di quelle che si generano all’interno delle profondità della Terra quando ha luogo un terremoto o si verificano le stesse condizioni che portano all’avvento di uno tsunami, attraverso le forme della prosa e della poesia l’essenza profonda e occulta del mio essere.

Quali persone, situazioni o scrittori hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Fin da bambino sono stato affascinato dalla Fantascienza; soprattutto quella degli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta e anche la mia poesia è piena e pregna di suggestioni che possono ritrovarsi sia nel genere fantasy, sia nella space opera e di saghe immortali come quella cinematografica di StarWars ed in misura molto minore quella di Star Trek, sia scavando all’interno delle mie importantissime reminiscenza della Cultura Classica della Grecità e della Latinità ai poemi Omerici e poi alle grandi epopee del Poema Epico Cavalleresco sopratutto dell’Ariosto ma anche in misura minore del Boiardo e del Tasso mentre gli influssi più recenti rinviano sicuramente all’esperienza delle Avanguardie Storico-artistiche in primis il Situazionismo di Guy Debord e l’Arte del Detournement (Straniamento) Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti e Corrado Govoni, ma anche in misura minore il Surrealismo e Dada.

A queste fonti principali d’ispirazione negli anni se ne sono aggiunte molte altre come lo spirito orientaleggiante pregno delle suggestione dei Manga; lo studio della Filosofia Occidentale in particolare quella ottocentesca e novecentesca con particolare riferimento ai “Maestri del Sospetto “ Nietzsche, Marx ( soprattutto il marxismo originale ed anomalo di Walter Benjamin e la critica sociale ed economica la cui summa secondo me si trova nella “Dialettica dell’Illuminismo “ di Horhkheimer ed Adorno della Scuola di Francoforte e Freud ed Orientale; lo studio e la pratica delle arti marziali soprattutto quelle cinesi (WUSHU)che ho praticato per più di dieci anni consecutivi; i giochi strategici primo tra tutti gli SCACCHI che mio padre, il Dott. Calogero Galante mancato nel 1989, mi insegnò quando ancora ero un bambino della tenera età di quattro anni e che oggi costituiscono una delle mie attività professionali principali; poi lo Sviluppo personale e la PNL dei quali ho fato molti corsi soprattutto con lo straordinario ex assistente di Anthony Robbins, il re italiano della motivazione ROBERTO RE ; le discipline olistiche e lo sciamanesimo che ho appreso facendo da assistente e soprattutto da traduttore allo Sciamano ANTON ROWLAND BARKLEY; poi i giochi di ruolo soprattutto fantasy come il mitico D&D ( Dungeon’s and Dragons); i giochi di carte come Magic the Gathering e tanti altri tutti originati dal grande gioco dei Tarocchi, che col metodo del regista A. JODOROWSKY insieme ad altre tecniche oggi costituisce la metodologia di lettura da me creata implementata ed adottata per fare delle coaching di autoaiuto alle persone al fine di risolvere i loro problemi personali.

A tutto questo di recente sono stato un allievo della Scuola di Scrittura Creativa di ROBERTO PAZZI, i cui corsi ho frequentato per tre anni dal 2013 al 2016.

Cosa vuoi esprimere attraverso la scrittura?


Attraverso la scrittura molto semplicemente voglio esprimere e condividere il mio mondo e soprattutto la mia energia interiore contribuendo a creare un mondo in cui sia bello e meraviglioso vivere e a cui tutti desiderino appartenere.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

La parte della mia ricerca più importante è appunto legata al filo rosso tra tutti i miei interessi e le mie attività artistico- letterarie e l’energia mentale e spirituale dell’essere umano che secondo me è elevatissima e ha grandissime potenzialità.

Qual’è il tuo rapporto con le case editrici e che possibilità ci sono di emergere per un giovane scrittore?

Il mio rapporto con le case editrici per il momento non è nulla di particolare e non ho consigli per i giovani scrittori anche perché non sono ancora riuscito Borgesianamente a scrivere il mio libro definitivo e forse verrò a lungo ricordato per il mio primo saggio di Filosofia “La Società della Rappresentazione secondo Debord” ed Tracce Pescara 2001, testo molto apprezzato e soprattutto molto citato e chiamato in causa in contesti culturali molto eterogenei e differenti tra loro.

Cosa consiglieresti ad uno scrittore che vorrebbe vivere di quest’arte?

A tal proposito mi sento di essere molto franco ed obiettivo e a tal proposito ho un pensiero molto amaro e realistico che richiama la saggezza antica, per cui purtroppo nel Ventunesimo Secolo tranne che in rarissime eccezioni costituite da esempi inarrivabili di grandissimo successo “carmina non dat panem” ovvero al giorno d’oggi secondo me non si può vivere di Letteratura sia che si tratti di prosa, sia che si tratti di poesia.

indirizzo mail:
raimondog@gmail.com

Profilo Facebook: https://www.facebook.com/raimondo.galante1

Francesco Cogoni.

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