Intervista ad Alessandra Veccia

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico nasce in effetti molto tardi.

Ho incontrato la pittura alla soglia dei 40 anni, in un momento in cui ho deciso di fare un bilancio della mia vita.

Quel bilancio era fortemente in negativo.

C’era una voce prevalente che era il lavoro, un lavoro che mi dava solo soddisfazioni economiche e niente più, niente più stimoli, niente più sogni per il futuro e che quindi non mi faceva essere serena.

A quel punto dopo un’attenta riflessione ho deciso di cambiare la mia vita, di fare finalmente qualcosa che mi piacesse davvero e così mi sono avvicinata alla pittura mia grande passione senza però averla mai praticata.

Ho iniziato con un corso che però non era come io volevo e quindi ho cominciato a studiare da sola.

Ho cominciato con testi sulla pittura, anatomia e così via, sperimentando di volta in volta per cercare di ottenere il risultato pittorico desiderato.

E’ stato un lavoro duro, faticoso.

Imparare la pittura per proprio conto è un percorso sicuramente più lungo, non si bruciano le tappe, non ci sono sconti, bisogna provare e riprovare per riuscire anche perché testi di pittura che ti spieghino in realtà la pittura in maniera esaustiva non ce ne sono.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Per quanto riguarda gli artisti sicuramente posso nominare Caravaggio che è il mio artista preferito, ma ci sono anche artisti come Paul Delaroche  e William-Adolphe Bouguereau. 

Amo la pittura del passato, la capacità di rappresentare la realtà senza però entrare nell’ambito della fotografia come succede nell’iperrealismo.

Una pittura sicuramente reale ma non fotografica nel vero senso della parola.

E poi devo molto a mio marito il mio primo estimatore e sicuramente colui che mi ha spronato ad andare avanti nei momenti di sconforto e scoraggiamento.

Se accanto a me non ci fosse stato lui probabilmente non sarei mai diventata una pittrice presente nell’archivio bio-iconografico della Galleria Nazionale di Arte Moderna.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Ho sempre pensato che la funzione dell’artista sia quella di rappresentare ciò che lo circonda, la realtà.

La missione dell’artista è quella di una sorta di narratore del proprio mondo con pregi e difetti ed è questo quello che faccio.

Nelle mie opere c’è il mondo visto attraverso i miei occhi, un mondo pieno di pregi e difetti che merita comunque di essere raccontato giusto o sbagliato che sia.

Diciamo che l’artista  per me è una sorta di biografo della società.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Sono un’artista molto istintiva, racconto di ciò che mi colpisce tutto qua.

Mi limito a questo.

Penso che in pittura ormai non ci sia più niente da inventare e forse l’unica innovazione è quella di tornare al passato, ai grandi pittori dei secoli passati e forse la mia ricerca è proprio questa, migliorami in questo senso.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Ho un buon rapporto con il mercato.

Ho collezionisti che amano avere mie opere e gallerie che si occupano di me.

Certo attualmente non sono tra i grandi del mercato internazionale, ma io non metto limiti alla provvidenza.

Per adesso mi accontento così, senza però smettere di cercare di andare oltre.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Penso che la prima cosa sia la professionalità.

Ho sempre cercato di metterla in tutto quello che ho fatto e questo vale anche per l’arte.

Il mio motto è “merito et tempore” penso che questo dica tutto.

E poi bisogna essere imprenditori di se stessi.

Bussare a tutte le porte con il proprio catalogo sotto il braccio e se avremo lavorato bene prima o poi i risultati arriveranno.

Almeno così è stato per me.

Ma soprattutto non bisogna mai smettere di sognare, mai arrendersi perché per tanti artisti non arrivano soddisfazioni soprattutto perché si sono arresi.

Quindi il mio consiglio è quello di non scoraggiarsi e di andare avanti nonostante le porte sbattute in faccia, nonostante ci siano presunti professionisti che ti fanno credere che non vali niente.

contatti:

sito: http://www.alessandraveccia.it/

Pagina facebook: https://www.facebook.com/Alessandra-Veccia-533425150195273/?fref=ts

e-mail: ale.mimosa@tiscali.it

Francesco Cogoni.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail