Intervista ad Ettore Aldo Del Vigo

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Da premettere che da piccolo non avvalendomi della parola, comunicavo agli altri le mie sensazioni e pulsioni attraverso il disegno, mentre l’approccio vero e proprio con ciò che viene chiamata Arte avviene a 12 anni, quando mi ritrovai a scrivere un piccolo testo attraverso quella tecnica che anni dopo avrei capito che si trattava della scrittura automatica, da cui scaturì il mio primo quadro dal titolo “Autoritratto Anziano“.

 

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?

L’episodio che ha influenzato tutto il mio percorso artistico è chiaramente riferito a ciò che accadde a 12 anni e che in seguito ritrovavo negli artisti surrealisti e sopratutto quando ebbi un incontro riscontro con Max Ernst.

 

Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?

Dobbiamo innanzitutto capire che il Surrealismo, non è una scuola artistica, né un movimento estetico, ma una filosofia di vita che si esprime attraverso l’ arte, la poesia, la cinematografia. Il Surrealismo racchiude tematiche quali amore, sogno, follia e liberazione, concetti fondamentali correlati tra loro, che hanno come solo scopo arrivare alla “ Conoscenza “. Nell’uomo è insita una distinzione tra l’amore e la conoscenza, mentre nella ricerca sur-realista questa polarità superata è unificata, affermando non che la conoscenza trovi la sua esaltazione nell’amore, ma al contrario che l’ Amore ( cosa individuale ), trova la sua sublimazione nella conoscenza pura dell’ essere, ed è attraverso il sogno e la follia descritta così magistralmente da Jung come la nostra parte in “Ombra” che il Surrealismo si avvale di questi mezzi per individuare e combattere la “ razionalità “ insita in ognuno di noi, ma oppressa dal Sistema che attraverso determinate trappole tende ad annullare la non razionalità dell’ individuo a proprio favore. E’ solo attraverso la “ Propria Conoscenza “ che si arriverà alla Liberazione dell’ essere da tutte le convenzioni sociali.

C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

Nel 2010 dipinsi il mio terzo autoritratto “ Lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde “ in cui viene spiegato il dualismo tra Ettore Aldo Del Vigo uomo ed Ettore Aldo Del Vigo artista, il Buio e la Luce. L’uno Materia, l’altro Spirito, in contrasto tra loro, ma due principi complementari ed inscindibili. E’ il principio dell’integrazione degli opposti. Solo attraverso il Buio,la Luce prende forma. Solo attraverso il Male, il Bene viene esaltato così come maschile e femminile.Solo attraverso l’esperienza del Buio e della Paura si arriva a partorire. L’uno ha bisogno dell’altro per arrivare alla Conoscenza e alla Luce e ciò si percepisce attraverso la mia ultima ricerca artistica denominata “ Sancta Sanctorum “.

 

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Trovo che la situazione del mercato odierno sia solo mera speculazione di cui chiaramente non posso farne parte.L’opera d’arte per essere tale, deve portare in sé quella carica di trascendenza che chiamiamo poesia, e purtroppo ciò non avviene nella società dei consumi dove opere di determinati artisti contemporanei di cui non voglio fare i nomi raggiungono prezzi incredibili nelle aste, mentre molti autentici artisti non arrivano neanche ad un millesimo di quelle cifre. E’ un problema di mass media, di mercanti, in quanto il mercato viene condizionato dall’azione congiunta e malefica di artisti, mercanti e collezionisti , e quanto più è lontana l’ espressione artistica, tanto più si ha successo.

 

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Di cambiare mestiere.

Contatti

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Francesco Cogoni.

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