IO NO GLOBAL VOLGARE E FASULLO?

IO NO GLOBAL VOLGARE E FASULLO? 

Nel 2008, con la consapevolezza che in tempi rapidissimi, ero stato individuato e scaricato dal responsabile per l’isola della più grossa testata d’arte contemporanea in Europa come curatore-collaboratore dell’Arte Fiera, mi divertivo con il Direttore nell’arte in cui eccello di più, la presa per i fondelli di chi si presenta come autorevole nel mondo dell’arte senza essere un artista:

IO NO GLOBAL VOLGARE E FASULLO?

Carissimo Direttore della rivista d’arte contemporanea più importante d’Europa,
le scrivo per rispondere a una sua lettrice che mi accusa di essere un fasullo e volgare No Global, sempre che il termine mass-mediologico “No Global” voglia effettivamente dire qualche cosa di concreto.
Scrivo perché profondamente turbato da certo passatismo culturale di certa sua utenza, che sembra non essersi accorta che sono passati quarantuno anni da quando è stata fondata la sua testata.
Faccio presente a tale Marta che io non ho mai fatto mistero di essere un devoto cultore della sua testata, con la quale ho collaborato e della quale ho tatuato il logo sul gomito con vanto ed orgoglio.
La sua rivista ha da sempre attirato profondamente la mia attenzione, proprio perché come prodotto culturale italico potrebbe anche non esistere: secondo me la sua testata è stata la manovra di marketing culturale più interessante del secolo passato (da studiare nelle Accademie d’arte).
Mi sembra, però, che certi suoi lettori non siano al passo coi tempi come lei, io la considero il mio Maestro e applico la mia creatività alla valorizzazione del prodotto “Mimmo Di Caterino” che, come la sua testata, in Italia potrebbe anche non esistere.
Mi lasci dire però che certe volte sbaglia a pronunciarsi con facilità sul dilettantismo di questo o di quel pittore, esiste un altro sistema dell’arte (quello con il quale lei comunica attraverso la versione di rete della rubrica “Lettere al Direttore”, diversa da quella su supporto cartaceo), dove l’artista quando è furbo ed è un vero ricercatore, si mette sul serio in discussione abbandonando in rete le proprie idee, opere, considerazioni e progetti (io lo faccio anche in spazi reali, amo abbandonare i miei quadri).
Non ha più molto senso interrogarsi sul tipo di significante linguistico, e neanche sul prodotto finale che potrebbe anche non esistere: questo l’insegna lei, l’insegna Beppe Grillo e anche Vittorio Sgarbi; Pippa Bacca e Carlo Giuliani sono invece cattivi maestri. Sto sbagliando?
Domenico Di Caterino
mariopesceafore@hotmail.it

VOLGARE Sì, MA NO GLOBAL DOC

Caro Di Caterino,
tu sei una delle (rarissime) persecuzioni della mia vita. Le altre sono le assemblee di condominio.
E purtroppo tu sei più assiduo di loro.
Perché se delle assemblee spesso me ne libero, disertandole, tu mi raggiungi ovunque io sia.
Ho sempre detto e scritto che tu sei una persona volgare.
Rileggiti quello che hai scritto su mia moglie e mia figlia (senza mai averle viste né conosciute, né aver sentito parlare di loro).
Per tali volgarissime lettere ti ho fatto anche diffidare dal mio legale, se ben ricordi.

Per questo io ti considero una delle persone più volgari e vili che abbia mai incrociato.
Denigrare e cercare di diffamare donne (soprattutto) è una tua grande specialità, e forse anche dei No Global a cui tu hai dichiarato riferirti.
Pertanto io ritengo che tu sia un No Global perfetto (vile, volgare, ipocrita, falso).
Anzi, un No Global Doc.

Anche se ti fai tatuare il logo di Flash Art sul cuore, per me continui a restare tale.
Caro Domenico, a mio avviso la tua via verso la redenzione di persona per bene è ancora lunga da percorrere.

—–

Stimatissimo Direttore,

purtroppo per entrambi, l’arte contemporanea e le problematiche di ricerca ad essa connesse, costituisce una faccenda un po’ più complessa di una riunione condominiale.

Sarò fastidioso e la raggiungerò ovunque come sostiene lei, ma lei con la sua testata d’arte specializzata non è assolutamente da meno, può raggiungermi da Mosca a Nuova York e tra un po’ sarà tradotta anche a Baghdad in Arabo.

Lei è un eccezionale uomo di marketing ed io l’adoro per questo, amo la sua capacità di fondere e confondere idee e concetti, mi piace molto quando tenta di fare passare per presunta volgarità la mia schiettezza ideologica e culturale, schiettezza seminata e fertilizzata nella mia terra d’origine, identità concettuale e filosofica che niente ha a che vedere con i no global (sempre che esistano sul serio, politicamente non hanno rappresentanza parlamentare come lei ben sa) e casomai è da fare risalire al mediterraneo, alla greca Neapolis ed al magnifico Regno di Napoli e delle due Sicilie (anche i legami tra camorra e politica nazionale e transnazionale e la questione del mezzogiorno partono dalla sua fine).

Non un no global, bensì un napoletano consapevole di quanto napoletana sia la cultura nord americana e di come la globalizzazione culturale stia lavorando per napoletanizzare il pianeta, sono un individuo rincorso dalla sua stessa immondizia localizzata che diventa interplanetaria ed ipermediatizzata.

Vorrei a tale proposito invitarla anche alla prossima edizione del Sardegna Arte Fiera, dove conto di farmi tatuare il logo della sua rivista relativista e situazionista quanto Totò ed Eduardo sul cuore, a testimonianza permanente della nostra fertile e decennale collaborazione, per tale evento ho già invitato Eric Serafini che esponendo un mio ritratto in cella d’isolamento denuncerà la condizione isolata ed isolante dell’attuale sistema dell’arte.

Ci conosciamo da più di dieci anni è vero, ma scrivere che ci siamo incrociati è errato, succederà prima o poi, gli eventi infatti sembra si divertino a danzarci intorno.

Spero di potermi confrontare finalmente per l’occasione con lei in un pubblico dibattito e di sollevare con il suo aiuto mille questioni le quali purtroppo non si possono risolvere in base ad i millessimi condominiali, ovviamente tra di noi modererà il suo responsabile per la Sardegna, sempre che lei accetti l’invito….

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