JOVANOTTI, RENZI, SALVINI E FEDEZ: QUANDO LA NON IDEOLOGIA POLITICA DIVENTA PROPAGANDA POLITICA CON UN TWEET.

 

 

“Sapevo chi era Renzi e che aveva limiti e qualità, li ha dimostrate entrambi.
Credo ancora che Renzi sia la vera opportunità di cambiamento. Ora ci sono persone nuove, lo scenario è diverso, avevamo lo stesso presepe davanti da una vita, ora dobbiamo solo sperare. Per questo, mi sento di difenderlo con tutti i limiti e gli errori che si stanno facendo: è ancora una grande opportunità per l’Italia”. Renzi non è un imprenditore, è un politico puro.
Sul fronte della comunicazione ci sono punti di contatto perché sono le cose che funzionano e Renzi è uno che arriva alla gente.
A noi che siamo nel mondo della comunicazione alcune cose possono disturbare, ma chi ne è fuori ascolta distrattamente e quindi serve anche ripetere sempre le stesse cose”.
Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, durante la presentazione del suo ultimo CD

 

Partiamo da un presupposto, il linguaggio artistico e musicale di Lorenzo (con il quale la mia generazione è cresciuta) non è mai stato politicamente impegnato e neanche ideologico.
Il suo è sempre stato un pensiero (ben proposto e studiato) d’intrattenimento, lieve, superficiale e fluttuante nell’infinito cosmico, una overdose di allegria e spensieratezza ben dosata a prescindere dal tutto.
Con la sua musica è cresciuto anche l’attuale capo del Governo, Matteo Renzi, e su questo vorrei soffermarmi; quanto il suo pensiero “allegro” ha di fatto contribuito a creare il “Renzismo” e la sua cultura filosofica massmediatica twittata?
Senza l’artista Jovanotti è il suo spensierato pensiero nazional popolare avremmo avuto la rapida ascesa politica di Renzi?
Dietrologia da parte, la vera questione da porre è il legame profondo tra un artista nazional popolare e mediaticamente presenzialista, come Lorenzo Cherubini, e le sue posizioni filo governative permanenti, da D’Alema, a Rutelli, a Veltroni, a Bersani, a Renzi.

Qual’è la differenza a questo punto tra un artista come lui e Guttuso che si pose con il suo realismo sociale al servizio del Pc?


Guttuso di fatto oggi viene derubricato come un lezioso figurativo, un artista minore.
Quale può essere l’onestà intellettuale di un artista che sta al PD come Giuliano Ferrara sta a Forza Italia come giornalista?
Ricordo delle rubriche di Jovanotti che inneggiavano allo stile di vita “Born in the U.S.A.” sull’Unità, ed anche il suo sostegno incondizionato ad Obama, per non parlare dei suoi saggi culturali allegati a “Repubblica”.
Oggi, dopo avere convissuto con l’imposizione della sua musica, da quando sono adolescente, non posso fingere di non notare il suo sostegno incondizionato a Renzi, il suo modo di fare informazione virale pro Renzi, atteggiamenti reiterati che l’hanno squalificato come artista.
Jovanotti non è una voce poetica realmente critica, non lo è mai stata, è un artista democristiano che si muove nell’ambito e nello spazio della democristianità , nessuna poesia ed etica artistica, nessuna estetica che non sia quella del disimpegno sociale e dell’impegno di marketing.
Se la sua musica è la voce della sua anima quello che fa o scrive è fin troppo chiaro.
Si muove con un team di musicisti degno di rispetto, professionisti tutti ben pagati.
Jovanotti stesso, tutto sommato, è un professionista, è SOLO un professionista, fa divertire, ma fa SOLO divertire.
Troppo severo?
Allora spiegatemi: come mai un artista “apolitico” come Jovanotti, che si autoproclama un semplice cittadino, non perda mai occasione per fare politica?
Insomma perché alla presentazione del suo ultimo cd professa la fede del Renzismo?

Non è squalificante il suo atteggiamento per il suo lavoro?
L’arte è potere, questo vale per tutti i linguaggi artistici, è potere in quanto comunicazione empatica endogena, l’artista dispone del proprio potere, questo lo mette nella condizione ideale di essere uno strumento critico permanente oltre i giochi del potere, Jovanotti ha fatto una scelta economica netta e precisa, di servire il potere politico ed economico di classe, in un momento di profonda e irreversibile crisi economica, nell’interesse del proprio interesse, questo lo squalifica come artista in questo tempo, l’artista che brama la fama permanente non ha la tensione spirituale ed etica, di chi per coerenza etica ed estetica ha fame.

 

JOVANOTTI, RENZI, SALVINI E FEDEZ: QUANDO LA NON IDEOLOGIA POLITICA DIVENTA PROPAGANDA POLITICA CON UN TWEET.

Che Jovanotti sia quindi un artista ideologico, uno strumento di propaganda politica liberale e liberista, che traghetta contenuti di sinistra verso il libero mercato globale è quindi un fatto ormai pacifico (non constatarlo è disonesto intellettualmente).

In questa ottica, normale è che il suo contenuto simbolico e mediatico fatto di luoghi comuni come: “vorrei una moneta unica globale”. 

Diventi naturalmente bersaglio politico e mediatico, puntuale come una bomba ad orologeria è infatti arrivato il tweet di Matteo Salvini che come Matteo Renzi e lo stesso Jovanotti, affonda le proprie radici nel Berlusconismo mediatico e nello spot facile che intercetti consenso.

Salvini a Jovanotti.

 

Si rivolge a una partecipazione promozionale e politica di Jovanotti a Ballarò, un commento politico in Real Time mirante a intercettare consenso.

In fondo identità. cultura, memoria e storia un tempo erano idee di artisti di sinistra, come mai Jovanotti parla di standard di massa ed è Salvini a criticarlo con argomenti che all’inizio di questo secolo erano di sinistra?

“Non mi piace il suo progetto di Minestrone Unico Mondiale. Senza gusto”.

Jovanotti che è uno che come Renzi di consensi se ne intende replica proprio come avrebbe fatto Renzi, dialogo nei limiti del consenso comuneJovanotti:fedez-k8OC-U10402696981728ZXH-700x394@LaStampa.it:

Jovanotti.“Bello avere idee e orizzonti diversi, ti rispetto e ti trovo forte nell’esposizione delle tue idee. Che le idee danzano è bene”.

Ovviamente a questo punto è arrivato Fedez, artista che non nasconde le sue simpatie per il movimento cinquestelle e riprende il Lorenzaccio sui pericoli di un dialogo possibile con Salvini.

jovanotti-si-difende-su-twitter

 

A questo punto in ostaggio dei tweet Jovanotti replica una difesa d’ufficio:

“Il razzismo non è una idea, è mostruosità e reato”.

Intanto il web è paralizzato dalla viralità innescata da questo scambio che fece ovviamente tutti felici e contenti nella propaganda politica e nella promozione pubblicitaria.

Io lo dico e ribadisco: Non comprerò mai più un Cd di Lorenzo Cherubini, in un momento storico come questo, come artista prima che uomo, con il suo lavoro ha delle responsabilità politiche prima che culturali.

 

 

 

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